Fonderie Pisano. Mai più baratto salute e lavoro

Fonderie Pisano. Mai più baratto salute e lavoro
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Da alcuni mesi è salita l’attenzione sull’inquinamento delle ‘Fonderie Pisano’ di Salerno. E il merito va tutto ad un gruppo di cittadini che ha coinvolto via via associazioni ambientaliste e ora anche le ‘famose’ Istituzioni. Quelle Istituzioni nazionali, quei ministri, che non hanno mai risposto alle interpellanze parlamentari – ultime quelle della deputata 5stelle Silvia Giordano. Quelle Istituzioni regionali che hanno consentito che l’Agenzia – regionale – Arpac non monitorasse la dispersione delle polveri sottili, del cadmio e del piombo nell’aria. Quelle istituzioni locali che – da decenni – non si sono mai accorte che dallo stabilimento di Via Dei Greci, si levavano densi fumi neri. In ogni ora del giorno e della notte. Che annerivano i caseggiati. Lì, attorno. Appoggiati alla fabbrica. Quelle Istituzioni locali che non hanno controllato i fanghi inquinanti che scivolavano nei tombini con le piogge. Che non vedevano che carrelli elevatori e mezzi meccanici facevano la spola – di continuo – tra i depositi di materie prime su un lato della Strada statale dei due Principati e le fonderie, sull’altro lato. E dove erano i sindacati quando si diffondevano -negli anni- i dati sulle malattie che colpivano i lavoratori? Non avevano accettato di barattare la loro salute con il posto di lavoro? Ora tutti si dicono disposti a intervenire. Il Pm Carmine Olivieri eleva pesanti imputazioni contro Luigi Pisano. Il sindaco di Salerno ricorda di essere la prima autorità sanitaria cittadina e si dice pronto a considerare la stessa delocalizzazione dello stabilimento. Restiamo in attesa. Vigili. Perché nessuna speculazione riversi una colata di cemento sulle aree delle ‘Fonderie Pisano’.
I Confronti / Le Cronache del Salernitano

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