Dom. Lug 21st, 2019

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Fondi Ue non spesi, Caldoro non salva né Tremonti né Barca

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«Da Tremonti a Barca, il governo non ha avuto il coraggio di rinegoziare con incisività le regole dei fondi strutturali con la Commissione europea maè sempre attento a puntare il dito contro le istituzioni locali, che fanno sforzi incredibili». lo afferma in un’intervista al Mattino, Stefano Caldoro, presidente della Campania. La questione è grave e riguarda, tra l’altro, i fondi del Comune di Marano: ammonterebbero ad almeno 3milioni e 700mila euro i danni erariali ipotizzati dal ministero delle Finanze e di cui sarebbero responsabili vecchi, attuali funzionari comunali e politici che hanno amministrato la città nel corso degli ultimi anni. Lo si evince da una relazione della Ragioneria dello Stato che ha confermato gran parte delle censure formulate in sede ispettiva (anno 2009) dal funzionario ministeriale Vito Tatò e nonostante le controdeduzioni fornite dall’Ente nell’autunno del 2010. Ipotesi investigative per svariati filoni di

«Da Tremonti a Barca, il governo non ha avuto il coraggio di rinegoziare con incisività le regole dei fondi strutturali con la Commissione europea maè sempre attento a puntare il dito contro le istituzioni locali, che fanno sforzi incredibili». lo afferma in un’intervista al Mattino, Stefano Caldoro, presidente della Campania. La questione è grave e riguarda, tra l’altro, i fondi del Comune di Marano: ammonterebbero ad almeno 3milioni e 700mila euro i danni erariali ipotizzati dal ministero delle Finanze e di cui sarebbero responsabili vecchi, attuali funzionari comunali e politici che hanno amministrato la città nel corso degli ultimi anni. Lo si evince da una relazione della Ragioneria dello Stato che ha confermato gran parte delle censure formulate in sede ispettiva (anno 2009) dal funzionario ministeriale Vito Tatò e nonostante le controdeduzioni fornite dall’Ente nell’autunno del 2010. Ipotesi investigative per svariati filoni di indagine, per una cui parte l’Ente è stato invitato a fornire ulteriori chiarimenti, mentre numerosi altri atti sono già stati trasferiti alla Procura regionale della corte dei Conti, l’organo che ha già aperto un’istruttoria (per il recupero di 31mila euro) contro alcuni dirigenti e l’ex sindaco Salvatore Perrotta. Il governatore Caldoro, però, se la prende con il governo: «Tremonti – afferma Caldoro – fa analisi perfette, che condivido ma che sono rimaste tali. Quando poteva ha fatto poco, ha subito il veto politico della Lega». «Abbiamo in quel periodo partecipato a diversi incontri – racconta -. Ad alcune di queste riunioni era presente Fabrizio Barca in qualità di consigliere del ministro dell’Economia. Bisognava allora avere il coraggio di rinegoziare le regole dei fondi strutturali con l’Ue per una profonda e non ‘light’ riprogrammazione inserendo Sud e Paese in un’unica cabina di regia strategica» e invece, continua, «da Roma non ci sono state risposte. L’Europa aveva già autorizzato misure anticrisi e bisognava ottenere il via libera per interventi su fiscalità e manovrabilità Irap. Era inoltre necessario prevedere misure sull’attrazione degli investimenti con una nuova legge obiettivo. Tremonti dovrebbe ricordare alcuni miei sms disperati inviati mentre era impegnato in vertici europei difficili ma dove si potevano affrontare anche questi temi». «Il modello Ciampi delle mille città – aggiunge Caldoro – ha un nome e cognome: Fabrizio Barca». «Non capisco come si possa parlare di regia unica per il Sud – prosegue il governatore campano – se, su due asset strategici come energia e banda larga, ancora oggi il governo non ha messo giù un’idea di sistema. Siamo bloccati sulla spesa dei fondi e chi di noi spende i soldi può farlo solo in un’ottica ristretta e con spinte di interessi localistici. I soldi, insomma, molto spesso vengono sprecati». «Il governo – accusa Caldoro – è troppo attento ad alzare l’indice accusatore ma gran parte delle volte è colpa sua e delle amministrazioni centrali che non spendono e non certificano mentre i dati negativi vengono conteggiati sulle istituzioni locali».

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