Forfait del ministro Cancellieri per la Stazione appaltante

Forfait del ministro Cancellieri per la Stazione appaltante

di Andrea Manzi
Foto: ilrestodelcarlino.it

Il ministro dell’Interno Cancellieri per impegni concomitanti e inderogabili ha appena reso noto che dopodomani, lunedì, non sarà a Salerno per presentare il progetto della Stazione unica appaltante, la cui istituzione è da tempo attesa in una città e in una provincia con evidenti segni di sfaldamento civile, proprio a causa delle infiltrazioni malavitose nelle pubbliche amministrazioni. Ci auguriamo che il ministro al più presto fissi nuovamente l’incontro, attualmente rinviato a data da destinarsi. L’articolo che di seguito pubblichiamo va integrato con questa informazione, essendo stato scritto l’altro giorno, all’atto della comunicazione della visita del ministro.

A Salerno, nella città meridionale che più di tutte è riuscita a costruirsi un’immagine pur senza modificare la sostanza delle cose (allarmanti i dati emersi sugli investimenti milionari per il perenne maquillage), il ministro Cancellieri verrà a presiedere dopodomani, lunedì, la riunione di presentazione del progetto relativo alla Stazione unica appaltante. L’iniziativa, varata dalla Prefettura e dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, coinvolgerà i sindaci della provincia e dovrebbe favorire la creazione di una diga contro la corruzione pubblica recentemente emersa in maniera preoccupante, senza che i vertici istituzionali dicano una sola parola rassicurante.
La Stazione unica appaltante è una contromisura indispensabile per neutralizzare i meccanismi con i quali si aggirano le gare d’appalto. “In questo modo soltanto si potrà ottenere un affidabile monitoraggio e un’evidenza statistica” affermava qualche anno fa Raffaele Cantone, magistrato anti-camorra, in prima linea contro la criminalità degli affari con base in Casal di Principe. Ditte di quell’area hanno lavorato in questi anni a Salerno, operando in quella zona grigia ma accuratamente occultata dalla propaganda d’immagine. Purtroppo le inchieste degli ultimi mesi hanno confermato che Salerno, dal punto di vista etico, non è una città diversa dalle altre, anzi rappresenta una pedina strategica della criminalità economica e delle lobbies affaristiche, così come alcune vicende relative al fallimento del pastificio Amato hanno dimostrato. Personaggi inquietanti, sui quali sono piovute accuse gravissime per la bancarotta del celebre pastificio, sono stati inseriti con incarichi di grande responsabilità in organismi pubblici del Comune per poi essere sbrigativamente allontanati, alla vigilia del tintinnio delle manette.
Cosa fare, dunque, contro il crepuscolo di una politica ormai ripiegata soltanto sugli affari? La verità è che gli appalti sono ormai soltanto un travestimento di affidamenti diretti e fiduciari. La vecchia certificazione antimafia non regge più. Dei sub-appalti quasi non v’è traccia. Gli affari sporchi vengono portati a segno con i noli a freddo e a caldo, attraverso gli spregiudicati giri dei fornitori di ferro e di cemento. È lì che si fanno i milioni e si consolidano posizioni garantite dalla camorra o gestite da camorristi ripuliti, che da qualche decennio indossano giacca e cravatta. Su questo fronte si indaga poco e sarebbe il caso che si indagasse di più. Tra l’altro, ricorrono gli stessi nomi tra gli aggiudicatari dei lavori di istituzioni anche politicamente distanti, perché queste ditte sono più “forti” dello spoil system e gli interessi illeciti più seducenti delle appartenenze. Segno che Salerno, proprio come le altre città campane, è il non-luogo di cui parlava il filosofo Aldo Masullo, nel quale continuano a mancare le figure in grado di liberare la gente.
La rete degli interessi è diventato il perimetro che delimita la libertà d’impresa.
Tre anni fa, il sociologo Amato Lamberti, recentemente scomparso, alla domanda se il sindaco Vincenzo De Luca potesse accreditarsi come un volto politico in grado di imprimere un corso nuovo al dopo-Bassolino rispose così: “Nelle gestioni di De Luca, l’impresa Citarella ha fatto un sacco di lavori stradali, troppi. Quando una volta il prefetto chiese informali spiegazioni, il sindaco obiettò: “Perché non togli tu il certificato antimafia a quell’impresa?”, una risposta burocratica ma formalmente giusta. Per combattere i poteri criminali, però, occorre un salto di qualità – commentava Lamberti -. Si tratta però di una lotta dura, perché nessun amministratore ti dirà mai: “Qui governo io, ma con lo strumento camorristico””. Dichiarazioni rimaste in attesa di una smentita da quattro anni. Mesi fa, è emerso un sistema di appalti, che alla Provincia di Salerno sarebbe stato per anni etero-diretto, secondo le accuse della Procura, proprio dall’imprenditore che Amato Lamberti citava nella sua intervista del 2008.
Anche i costruttori di Salerno, in occasione dell’ultima inchiesta sugli appalti alla Provincia, hanno auspicato l’istituzione della Stazione unica appaltante, a condizione che possa avere competenze giuste e personale adeguato.
La presenza del ministro Cancellieri nella città delle grandi contraddizioni (perennemente vestita a festa, ma con il tessuto socio-economico ormai a brandelli) è un buon segnale per poter fare chiarezza.

redazioneIconfronti

2 pensieri su “Forfait del ministro Cancellieri per la Stazione appaltante

  1. Concordo con Giuliano. Quello che fa rabbrividire è la capacità di mistificazione che il potere personalistico sa esercitare, soprattutto quando la gente ha più che mai bisogno di una “guida”. Il successo popolare di un uomo “forte”, quale si presenta De Luca, si fonda ovviamente sul fatto che, pur con le dovute eccezioni, a Salerno e in Campania negli ultimi 50 anni abbiamo avuto la peggiore classe dirigente che si potesse immaginare, a sinistra come a destra. Populisti e ipocriti i “compagni”, livellatori del merito e professionisti in partigianeria e disonestà intellettuale. Incolti e arroganti i militanti PDL, bravi negli autogoal, tagliando le gambe ai migliori e preferendo stringere alleanze con il sistema consolidato del potere ambiguo della imprenditoria campana. Ben venga dunque un controllo esterno, sperando di non ritrovarci poi avviluppati nel solito paradosso logico del chi controlla i controllori…

  2. Sono salernitano, ma vivo a Firenze da anni.
    Devo dire che esistono davvero due Salerno: una virtuale che vive unicamente nell’immagine della propaganda pianificata dall’abile sindaco De Luca. E, poi, c’è la Salerno reale piena di problemi: disoccupati, periferie abbandonate o quasi, corruzione politica, incoerenze urbanistiche, immoralità istituzionale a josa. Tra l’altro Salerno è la città dove, da vent’anni a questa parte, è stata fatta diventare classe dirigente una generazione di militanti comunisti, spesso senza arte né parte, a cominciare dal vertice amministrativo.
    La stampa nazionale non parla dei Labonia, promossi sul campo dalla gestione deluchiana senza una parola di chiarimento del “telemaniaco” sindaco ai telespettatori.
    La venuta del ministro Cancellieri è quindi quanto mai opportuna e bene fanno I Confronti ad occuparsi di queste vicende e a leggere in maniera critica la realtà (cosa sempre più rara sugli illeggibili quotidiani della città, tutti più o meno omologati dalla propaganda di regime e di anti-regime). Ma qui il discorso si farebbe lungo.

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