Frammenti poetici e veglie notturne

Frammenti poetici e veglie notturne

di Nicoletta Tancredi

Un antico poeta greco, Alcmane, scriveva così:

Alcmane

Dormono le cime de’ monti
e le vallate intorno,
i declivi e i burroni;
dormono i rettili, quanti nella specie
la nera terra alleva,
le fiere di selva, le varie forme di api,
i mostri nel fondo cupo del mare;
dormono le generazioni degli uccelli dalle lunghe ali.

Questa è la traduzione di Salvatore Quasimondo.

E questa di seguito è l’attualizzazione che ne fa Paola, tutte le sere, distesa nella culla, dopo aver bevuto il lattuccio:

Dommono Peppa e George
e tutti i bimbi, pittoli e grandi,
Aaneve e tette nani,
e Lilli e Bababondo,
domme ape Maia, mamma,
domme Amilla (Camilla),
ecciolino (pesciolino) Nemo domme
e la Pimpa e Ammando (Armando).

Molto bello, originale, a tratti commovente!
Ma che emozione sarebbe se Paola, invece di richiamarmi alla memoria i versi di un antico poeta greco, si addormentasse ad un orario consono…

Damocle

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