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Franchezza per franchezza, chiamatemi Ismael …

Franchezza per franchezza, chiamatemi Ismael …
di Roberto Lombardi

So di andare contro corrente, ma la nomina di Franco Battiato ad assessore al Turismo e allo Spettacolo della Regione Sicilia non mi entusiasma. Intendiamoci subito, so bene che il nostro non farà rimpiangere nulla e nessuno, ma l’impressione che la nomina voluta dal volenteroso Rosario Crocetta, neoletto presidente siciliano, abbia un movente demagogo-comunicazionale, è forte.
È anche vero che, con la maggioranza risicata che si ritrova, di una dose di demagogia e di una doppia razione di marketing Crocetta ha assolutamente bisogno; e dunque ben venga Battiato che sa bene cosa voglia dire sperimentare nuovi linguaggi (anche se deve la sua grande notorietà al suo ritorno alla canzone) e che guarda alla cultura da un suo personale punto di vista (anche se con una dose di misticismo che spesso stizzisce). Ma quel che ci chiediamo è questo: per cambiare rotta alla politica, per inaugurare un nuovo corso culturale in Sicilia non c’è, in tutta questa terra, un giovane imprenditore culturale con un progetto forte capace di rilanciare questa isola meravigliosamente iscritta nel Mediterraneo? Battiato, dopo la nomina, immediatamente dichiarando che vuole essere chiamato Franco e non Assessore, mi ha fatto subito pensare, non so perché,  a quell’altro che invece voleva essere appellato col suo titolo e non “signore”. Non si può chiedere agli altri di chiamarci come noi vogliamo; si attenda di conoscere come si rivolgeranno a noi, in conseguenza di come essi ci vedono; soprattutto se qualcuno ci ha chiamati a svolgere un ruolo “franco”, onesto, ma pure politico. E poi la laconicità delle risposte di Franco, il neoassessore, mi pare più irritante della scelta di Grillo di non comparire affatto in tivù e di non darle proprio le risposte (per la verità, quando si concede, Beppe diventa persino prolisso). Le mie perplessità non poggiano neppure su un’attesa di rivolgimenti culturali che si pretenderebbero realizzati da Battiato più in virtù della sua notorietà che non sulla base di sue capacità politiche. No; la questione è un’altra. Ben vengano assessori in controtendenza, che hanno pochi collaboratori, nessuna auto blu e zero stipendio, ma ci attendiamo che il loro programma vada oltre questi controappelli; e sarebbe bello e interessante che sapessero metterci a parte oltre che delle loro scelte politico/francescane (nel caso di Battiato più da Sufi islamico), anche del loro programma di assessori (se non si offendono).

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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