Fumi tossici a Fratte, De Luca fa propaganda

Fumi tossici a Fratte, De Luca fa propaganda

di Fortunato Caso

«Il 15 maggio De Luca ha annunciato che le Fonderie Pisano non devono riaprire. In realtà, dal 4 maggio siamo quotidianamente avvelenati». Il Comitato e l’associazione “Salute e Vita” esprimono la loro rabbia. Il gruppo chiede verità sullo studio Spes e chiede la chiusura immediata del «mostro di Fratte».
Il gruppo va all’attacco: «Mentre De Luca fa campagna elettorale, la popolazione di Salerno e della Valle dell’Irno continua a vivere l’incubo del mostro di Fratte, ad ammalarsi e a morire».
«Non è moralmente e politicamente corretto – scrive Lorenzo Forte a nome del comitato – parlare di “sensazioni” quando esiste una relazione scientifica che chiarisce in maniera oggettiva e inoppugnabile che la Pisano rappresenta un pericolo per la salute pubblica. Dimostri De Luca che non si tratta di annunci propagandistici da campagna elettorale, faccia luce su quanto emerso dallo studio Spes, e dia seguito alle sue parole chiudendo la fonderia».
Lo studio Spes. Il Comitato rappresentato da Lorenzo Forte tira in ballo lo studio che, secondo una prima relazione, aveva «già messo infatti in evidenza la presenza di dieci metalli potenzialmente tossici in una frazione rilevante del campione umano analizzato, nonché nel suolo circostante la Fonderia e nel fiume Irno, dato che di fatto crea una correlazione tra la salute dei residenti della zona e l’attività scellerata dell’impianto e che dimostra che le tre matrici (aria, suolo e acqua) sono tutte interessate dalla scellerata condotta della proprietà Pisano che per anni ha operato in totale spregio delle norme ambientali. Ora – prosegue Forte – sappiamo che lo studio è terminato e abbiamo ragione di credere che i risultati finali siano nelle mani del governatore, come le sue dichiarazioni sembrano indicare». Quindi la richiesta: «Pretendiamo che i risultati vengano resi pubblici, così come peraltro abbiamo già fatto formalmente con una richiesta di accesso agli atti presentata sia alla Regione che all’Istituto Zooprofilattico. Si tratta di uno studio scientifico rigoroso finanziato con i soldi dei cittadini che hanno il diritto di essere messi a conoscenza del disastro ambientale e sanitario. Pretendiamo di conoscere gli estremi (data e protocollo) con cui tale studio sia stato inviato alla Regione Campania in modo da poter ricostruire in maniera inequivocabile in quale contesto sia stata inspiegabilmente e frettolosamente rilasciata l’AIA con validità di 12 anni. Pretendiamo che venga emesso un provvedimento di chiusura dello stabilimento di Fratte, ricordando che il presidente stesso, durante l’emergenza coronavirus, ha giustamente dimostrato come la salvaguardia della salute debba prevalere sull’interesse economico e non ha esitato a sospendere diritti costituzionali in nome della protezione della salute dei cittadini».
Poi la conclusione: «La politica uscirà comunque sconfitta dalla vicenda, perché per decenni non ha saputo tutelare i cittadini e l’ambiente. Si tratta proprio di quei decenni in cui De Luca ha calcato da leader indiscusso la scena della politica salernitana prima e regionale. Non di meno lascia profondamente delusi l’atteggiamento omertoso del sindaco di Salerno che non ha speso alcuna parola sulla vicenda, né si è fatto parte attiva, confermando il comportamento manchevole tenuto sul caso Pisano durante tutto il suo mandato. Qualora dovesse emergere che i dati dello studio SPES fossero noti già da lungo tempo ricorreremo in tribunale e denunceremo il presidente e gli enti che non li rendono pubblici».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)

redazioneIconfronti

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