Dom. Ago 18th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Futuri medici, niente specializzazione per il 30%

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Sono 77.000 gli iscritti alle prove di selezione che si terranno domani per accedere ai corsi di laurea in medicina e chirurgia e odontoiatria, contro 11.104 posti messi a bando (10.173 medicina e 931 odontoiatria). Lo riferisce il Consiglio universitario nazionale (Cun), sottolineando che le università pubbliche più affollate di aspiranti giovani medici saranno Roma Sapienza 1 e 2 (7.830 domande), Milano Statale (4.013), Napoli Federico II (3.831), Torino (3.721 domande), Bari (3.493), Padova (3.218), Catania (3.154) e Palermo (3.122). Da questo anno, chi passa i quiz potrà scegliere dove studiare fra i 12 gruppi di università che si sono consorziate in macroaree omogenee quantitativamente e per contiguità geografica. Il punteggio acquisito varrà per più corsi di laurea in aree geografiche limitrofe a quella dove si è svolto il test. Questa procedura era stata provata in via sperimentale lo scorso anno in alcune università consorziate.

Sono 77.000 gli iscritti alle prove di selezione che si terranno domani per accedere ai corsi di laurea in medicina e chirurgia e odontoiatria, contro 11.104 posti messi a bando (10.173 medicina e 931 odontoiatria). Lo riferisce il Consiglio universitario nazionale (Cun), sottolineando che le università pubbliche più affollate di aspiranti giovani medici saranno Roma Sapienza 1 e 2 (7.830 domande), Milano Statale (4.013), Napoli Federico II (3.831), Torino (3.721 domande), Bari (3.493), Padova (3.218), Catania (3.154) e Palermo (3.122). Da questo anno, chi passa i quiz potrà scegliere dove studiare fra i 12 gruppi di università che si sono consorziate in macroaree omogenee quantitativamente e per contiguità geografica. Il punteggio acquisito varrà per più corsi di laurea in aree geografiche limitrofe a quella dove si è svolto il test. Questa procedura era stata provata in via sperimentale lo scorso anno in alcune università consorziate.
Solo un concorrente su 8 ce la farà a superare le prove di accesso a Medicina e Odontoiatria: in 3.000 (il 30% di chi entra questo anno all’università e si laurea entro 6 anni) resteranno senza occupazione: «Il vero ‘collo di bottiglia’ alle facoltà di Medicina non sono tanto i quiz iniziali ma l’accesso alle specializzazioni e ai posti di medicina generale messi a bando in Italia dal Servizio Sanitario Nazionale» spiega Andrea Lenzi, presidente Cun e presidente della Conferenza dei Presidenti di Corso di Laurea Magistrale in Medicina. Secondo il Cun, su 11.000 studenti che supereranno i test quest’anno e inizieranno il percorso di studi in medicina riusciranno a laurearsi, fra 6 anni, 8.500/9.000 studenti (l’80% degli iscritti si laurea infatti entro il primo anno fuori corso). I posti disponibili per le scuole di specializzazione sono invece 5.000 e quelli per medicina generale circa 1.000. «Il numero dei laureati è adeguato a coprire il turn-over dei medici e scongiurare il rischio del calo di medici ipotizzato per il futuro ma nasconde un’altra realtà: avremo circa 3.000 laureati in medicina che non potranno specializzarsi nè essere impiegati nel Servizio sanitario nazionale» precisa Lenzi. Lenzi propone di incrementare il numero dei posti delle scuole di specializzazioni e quindi i contratti di formazione anche reperendo fondi altrove: «Si potrebbe incrementare il numero di contratti da parte delle Regioni e consentire anche quello di eventuali Fondazioni e dalla Sanità privata, che usufruisce ed ha bisogno di specialisti formati dal sistema universitario». Quanto alla validità dei quiz, per Lenzi sono «una buona verifica» la cui struttura è «migliorata notevolmente». Il difetto è piuttosto nei tempi: non andrebbero fatti a settembre, ma entro aprile. Infine, la richiesta del Cun è che si faccia una buona volta ciò che prevede la legge per l’orientamento nelle scuole superiori: per Lenzi è necessario che test psico-attitudinali siano eseguiti nel quinto anno delle scuole superiori ma che già nel quarto anno siano organizzati incontri tra ricercatori universitari e studenti per favorire scelte consapevoli.

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