Lun. Lug 22nd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Gigli, omertà e plebeismo vero collante delle paranze

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Finora sulla festa dei Gigli di Nola sono intervenuti tutti. Quasi. E più o meno a sproposito. Tutti tranne il Vescovo Depalma (che si è chiuso in un ostinato ed inspiegato silenzio) ed i veri protagonisti di quanto accaduto lunedì mattina all’alba: gli uomini delle paranze che hanno scatenato il panico tra la gente e dodici feriti. La verità verrà fuori, forse, a partire dalle indagini in corso: c’è chi parla di spari in aria, chi, come il sindaco Biancardi, li nega. Ma per capire davvero cosa sia successo quest’anno alla festa che si è chiusa con uno strascico di
di Mario Amelia

Finora sulla festa dei Gigli di Nola (foto) sono intervenuti tutti. Quasi. E più o meno a sproposito. Tutti tranne il Vescovo Depalma (che si è chiuso in un ostinato ed inspiegato silenzio) ed i veri protagonisti di quanto accaduto lunedì mattina all’alba: gli uomini delle paranze che hanno scatenato il panico tra la gente e dodici feriti. La verità verrà fuori, forse, a partire dalle indagini in corso: c’è chi parla di spari in aria, chi, come il sindaco Biancardi, li nega. Ma per capire davvero cosa sia successo quest’anno alla festa che si è chiusa con uno strascico di polemiche e le dimissioni minacciate e ritirate dell’assessore alla Cultura De Lucia, per capire quale clima si vive adesso a Nola, cosa prova un uomo di una paranza in vista delle sanzioni che potrebbero arrivare lunedì, è venuto il momento di raccontare la versione di un esponente di una delle paranze “nolane”. Si tratta dell’uomo che al momento del “fuggi fuggi” scatenato dalla rissa, stava guidando, o meglio come dice lui comandando, la paranza “Franzese”, sotto il giglio del Panettiere, storico gruppo di “cullatori” dei gigli nolani. Si tratta di un professionista molto affermato a Nola, di cui riportiamo solo le iniziali: O. S.
Mi levi prima una curiosità…
Si ma lei deve scrivere solo quello che io le dico, non inventare altro perché a Nola c’è già un clima difficile.
Non si preoccupi, niente di più. Ma lei a questo punto mi spieghi: chi fa parte di una paranza viene pagato?
Dobbiamo partire da un altro punto
Prego, mi dica
Le paranze vengono chiamate dal comitato che si aggiudica il Giglio. Si tratta di una gara d’appalto pubblica, non sempre si sa, indetta dal Comune per l’assegnazione della macchina da festa, il Giglio. Poi i comitati chiamano le paranze…
Da quante persone sono composte le paranze?
Da circa 120 uomini, però per garantire il cambio quando si “colla” il Giglio sono necessarie almeno 200 persone.
E sono pagate?
Le persone di Nola non dovrebbero esserlo perché lo fanno per devozione. Quelli che non sono di Nola sì.
E quanto prendono?
Dai 50 agli 80 euro.
Mi sembra poco per lo sforzo che fanno il giorno della processione.
Mica tanto. La cifra è questa
E da dove vengono. Se ho capito bene da Barra?
Non solo, anche da Crispano, da Brusciano, da Barra… Sono i mastri di festa, i comitati a mettersi d’accordo con le paranze.
Mentre per la musica quanto si spende
Si va dai 12mila ai 18 mila. Però per tutte le manifestazione che il comitato organizza nell’arco dell’intero anno.
E quante sono le paranze nolane oggi?
Sono rimaste poche, sono 7 più la barca. Abbiamo Trinchese, Stella, Volontari, Franzese, FT, Pollicino, Gensinese… forse dimentico qualcuna. Poi ci sono le vecchie il cui nome è rimasto ma che difficilmente si riformeranno come Regina. Sa, mica è facile mantenere unito un gruppo così numeroso.
Davvero, e cosa bisogna fare? Serviranno incontri, qualche raduno, una manifestazione ogni tanto e poi la festa? Mi scusi se la faccio così semplice…
Noi responsabili delle paranze ci incontriamo una volta a settimana, poi ci sono le cene, le feste e tutti gli altri incontri che organizziamo, anche in vista delle feste di Natale. Ci incontriamo in pranzi, anzi dire proprio che l’elemento cardine è mangiare insieme, è la tavola. Tutte le contrattazioni vengono fatte a tavola.
E adesso come farete, il sindaco Biancardi ha annunciato, tra le sanzioni per l’episodio accaduto lunedì scorso, che non ci saranno più le cene del venerdì, ad esempio.
Ma quelle sono diventate una degenerazione. Sono d’accordo con lui, non fanno parte neanche della tradizione perché sono state istituite una quindicina di anni fa, quando un gruppo di amici, più per goliardia che per altro, si mise insieme a fare una cena, su un terrazzo di una abitazione privata, poi si uscì insieme con un piccolo giglio “cullato” sulle spalle dei partecipanti, di notte, per le vie della città. L’episodio suscitò clamore e si è ripetuto negli anni. Fino a degenerare però, perché fino a qualche anno fa, il venerdì si trovavano per strada gruppi che gozzovigliavano sotto i gigli, senza maglietta, uno spettacolo non esaltante per chi veniva a visitare Nola, ed il sindaco ha vietato quelle manifestazioni. Adesso ha fatto bene a vietarle del tutto per il prossimo anno.
Ma non mi sembra che possa essere una soluzione rispetto a quanto accaduto…
Ha tolto tutte le cene, ha fatto bene. Tra l’altro i partecipanti arrivavano stanchi al sabato e alla domenica, i veri giorni di festa.
Lei è sempre molto in accordo con il sindaco?
Sì, per me ha gestito bene la situazione.
E allora mi racconti, cosa è successo lunedì all’alba. C’è stata la rissa? Ci sono stati gli spari?
Guardi, io le posso dire quello che ho visto perché noi eravamo da un’altra parte. Però ad un certo punto abbiamo notato che tutte le persone delle paranze fuggivano e allora ci siamo fermati. Abbiamo accostato il Giglio, fino a riportarlo in piazza e poi ce ne siamo andati anche noi.
Un attimo, come lo racconta lei sembra un episodio normalissimo.
No, dico che i componenti della paranza in questione fuggivano verso di noi. Quando ci siamo accorti che non volevano assalirci abbiamo lasciato anche noi e siamo scappati.
Di che paranza si trattava?
Quella di Barra.
Quindi i barresi fuggivano.
Sì fuggivano verso una via di fuga. Almeno io li ho visti andare verso la via di fuga.
E lei cosa ha fatto?
Sono scappato a casa anche io. Poi mi sono informato su cosa fosse successo.
E che cosa ha capito?
Guardi, ognuno dice la sua. In tutte le feste accadono dei litigi. Io seguo altre manifestazioni in Italia, ad esempio sono stato al carnevale di Viareggio, e ho visto liti anche lì, ma nessuno le amplifica così come è accaduto a Nola quest’anno. A quell’ora del lunedì, nella festa di Nola, c’erano circa 250mila persone per strada, è bastato un minimo per far scattare la paura.
Sì ma anche lei è fuggito, quindi ha avuto paura che fosse successo qualcosa?
Certo, in quel momento poteva essere accaduto qualsiasi cosa, il terremoto, un Giglio caduto, cosa ne potevo sapere. Potevo presupporre che ci fosse stato un litigio. Ma bisogna stare attenti in questi momenti ognuno dice la sua. Però voglio dire che qualsiasi cosa sia successo è sicuramente da censurare. Sono episodi che rovinano una festa come quella dei Gigli che ha un forte valore religioso. Bisogna prenderne atto e andare avanti.
Bene, ed in che senso? E’ a conoscenza del fatto che potrebbero essere adottate delle misure di sanzione da parte del Comune. Oltre alle responsabilità penali e alle indagini della Procura.
Se ci sono dei filmati vanno visionati, se c’è qualcuno che ha sbagliato avrà la censura del popolo…
In che senso?
Il prossimo anno, se hanno commesso errori non saranno chiamati più. Avrà il popolo contro.
Lei già pensa al prossimo anno? Ma basta questo, secondo lei? Sui fatti indaga anche la Procura?
Sì ma io penso che l’unico delegato a valutare quanto accaduto sia il sindaco. E’ lui il responsabile dell’ordine pubblico. Il sindaco ed il Prefetto. Bisogna capire cosa sia accaduto, prendere una posizione ferma e scartare questa cellula maligna come in un tumore. Se hai un tumore e non fai nulla ti lasci morire oppure puoi lottare per cercare di togliere il male
Non fa un bel regalo al sindaco dicendo questo. Se fosse il primo cittadino cosa farebbe?
Io andrei a capire cosa è successo. Dico solo che non si può esaltare il gesto di uno scellerato e punire un popolo. Si tratta di un accaduto da censurare, anche perché una cosa così non è mai successa.
Davvero? C’è chi mi racconta di una storica rivalità tra i “nolani” ed i “barresi”, tanto da arrivare spesso alle mani e chi la nega. Lei che è bene informato che dice?
Quando mai, la rivalità c’è ma non è mai accaduto nulla. C’è stata sana competizione.
In questa occasione però non mi è sembrata tanto sana?
Io penso che sia stato tutto opera della stupidità di balordi. Basta. Inutile non leggerlo come un episodio singolo. Adesso si deve isolare il male.
Lei è di nuovo d’accordo con il sindaco che ha minimizzato. Anche lei minimizza.
Dico che gli organi amministrativi sono intervenuti bene. Vedo la loro attenzione verso il problema. Le cose sono sempre compiute dalle persone. Il sindaco ha agito bene, ha agito secondo responsabilità.
Veramente c’è chi chiede le dimissioni del primo cittadino.
Sono persone dell’opposizione che voglio strumentalizzare. Non si può solo commentare bisogna risolvere il problema, avanzare proposte costruttive
Bene, e lei cosa farebbe?
Lo già detto, isolerei il male.
Sì, ma se dovesse indicare una strada, se potesse dare un consiglio pratico, suggerire qualcosa all’opposizione, cosa proporrebbe?
Ma, io non do idee a chi idee non ne ha. Chiunque potrebbe prodigarsi per il bene. Ma del resto io non faccio politica, non sono capace.
E’ sicuro che non fa politica, a me sembra proprio il contrario?
Assolutamente, non è per me. Dico solo che tutti devono dare il loro apporto costruttivamente. La festa è la mamma di tutti noi nolani. Di tutti.
A proposito, dopo quanto accaduto, ritiene che sia in pericolo il riconoscimento del patrimonio Unesco?
Assolutamente no. Ma io adeso parlerei di altro. Stiamo da giorni a parlare di questo episodio, quando qui vicino a noi c’è il Cdr che causa morti e nessuno dice niente. Mentre invece per un accenno di rissa c’è tanto clamore.
Sono d’accordo con lei. A Nola per l’intero anno non si parla altro che dei Gigli, mentre ad esempio del Cdr non si occupa nessuno.
E la gente muore di tumore.
Giusto, ma chi ne dovrebbe parlare? Chi dovrebbe parlare di marciapiedi, strade, buche da riempire, chi dovrebbe occuparsi delle cose da realizzare?
Beh, gli uomini. Le cose le fanno gli uomini.
Esatto, e gli uomini che dovrebbero agire in questa città chi sono, non sono forse quelli che sono alla guida dell’Amministrazione comunale, non è il sindaco. Sta dicendo che loro non fanno quello che dovrebbero fare durante l’anno?
Sono gli stessi che stanno speculando adesso che non parlano dei veri problemi tutto l’anno. Anzicché strumentalizzare adesso propongano qualcosa. Adesso però devo andare…
Prima di andare, però, mi dica come si sta riorganizzando per il 2013? Quale Giglio “cullerà” la sua paranza?
Il fabbro 2013, lo sappiamo già, dobbiamo portare il Fabbro e dobbiamo lavorare per il prossimo anno…

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