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Giochi di ruolo…

Giochi di ruolo…
di Nicoletta Tancredi

TelefonoRossoSono al telefono.
La felicità non si trattiene.
Finalmente la cicogna ha deciso di fare una visitina.
E non a casa mia.
“Auguri, auguri, sono strafelice” – continuo a ripetere, mentre Camilla, stranamente silenziosa, mi sta vicino.
Io ascolto la voce commossa e tremante di chi sa che sta per diventare mamma.
“Auguri, davvero”.
E poi certo anche “stai serena, le nausee, il test, è sicuro non è sicuro, ma certo che è sicuro”.
Ma poi la gioia riprende il sopravvento sulla razionalità. E quindi esplodo in uno “Steeeeee, davvero sono strafelicissima! È una notizia meravigliosa, l’aspettavo!” – e, a questo punto della telefonata, a parole di senso compiuto cominciano ad alternarsi tutte le possibili espressioni di meraviglia: “woooow”, “sììììì”, “nooooo”, “ma daaaaaaaai”, “uuuuhhhhh”, “ooohh”.
Senza considerare che, dieci parole su dieci, utilizziamo il diminutivo: il corredino, il piedino, il piccolino o la piccolina, e chissà gli occhiettini, le orecchiettine, le manine…
Camilla è sempre attorno a me.
Io sono seduta sul divano e lei mi poggia delicatamente la mano sul ginocchio.
Io l’accarezzo.
Avrà capito tutto quest’amore di mamma.
Poi, sentendomi chiudere dopo un triplo “Auguri! Auguri! Auguri!”, Camilla mi chiede: “mamma, di chi è il compleanno?”
– “Amore”, le rispondo con voce soave, “non si festeggia un compleanno. È che la mia amica Stefania sta per diventare mamma!”
– “E tu diventi Stefania?”

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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