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Giochi, fatti e misfatti

Giochi, fatti e misfatti
di Nicoletta Tancredi

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Delle urla strane arrivano dal soggiorno.
Le bambine sono di lì a giocare tutte e tre, da un paio di minuti, non di più. Sono venuta un attimo nello studio a controllare una cosa.
Ma non mi concentro.
Le sento ridere, ma di una risata soffocata, come se stessero guardando un film di grandissima comicità.
Mah! Eppure il televisore è spento.
Cerco quello che mi serve, ma mi distraggono questi urlettini, nonostante io non sia un’apprensiva. Anzi!
Sono dell’idea che debbano giocare, sporcarsi, anche farsi male. Fa parte della crescita. Qualche bernoccolo alla loro età è naturale.
Perciò le lascio fare.
Quando ero incinta di Paola, lessi un articolo sui bambini che, gattonando, prendono coscienza del proprio corpo e imparano a muoversi con sicurezza.
Ben vengano, dunque, le gattonate sul pavimento, seppure sotto lo sguardo disapprovante di qualche ospite.
Così non mi spavento se al parco giochi fanno a due a due le scale dello scivolo. Se saltano l’ultimo gradino, uscendo dal portone. Se si arrampicano su un mobile per prendere un libro o un giocattolo. È tutto naturale. Mi sta bene così. Poca ansia, molto lasciar fare.
Certo a tutto c’è un limite.
Non è che poi le faccia salire in piedi sul tavolino del balcone. Oppure le faccia salire a prendere un biscotto sul mobile della cucina, quando i fuochi sono in funzione.
E niente, continuano a urlare, vado a vedere.
La scena che mi si presenta è questa: Paola sul divano, distesa, supina. Su di lei, uno, due, tre cuscini. Di quelli grossi. E in cima alla piramide Camilla che, con movimenti da surfista, cavalca onde immaginarie.
Sono senza parole.
La risata soffocata è di Paola, sotto tutti quei cuscini.
Immediatamente sotto il divano, c’è Sandra. Seduta nel preciso punto di arrivo della proiezione di un’eventuale caduta di Camilla. La quale, intanto, comincia a saltellare.
No, questo no! Insomma, giocare va bene, ma mi pare esagerato.
Chiamo allora mio marito. Serve un intervento duro.
“Gerardo, vieni a vedere” – dico mentre Paola e Camilla continuano a “giocare” e Sandra, ignara, continua a leccare un giocattolo, seduta sul tappeto.
“Vieni subito, è una cosa pericolosissima!”.
Mio marito mi raggiunge, guarda la scena e serio mi dice: “Ah sì… quando sono con me, giocano così!”

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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