Giornali, copie gonfiate per contributi milionari facili

Giornali, copie gonfiate per contributi milionari facili

Copie mai vendute ma che gli editori dichiarano lo stesso come vendute per ottenere finanziamenti pubblici e per tenere in vita i propri giornali. Il Fatto Quotidiano in edicola oggi tira in ballo di nuovo il caso delle copie gonfiate per lucrare sui rimborsi; lo fa in un articolo di Valeria Pacelli, che riferisce di controlli fatti per l’anno 2012 dalla Finanza qualche giorno fa. I finanzieri del nucleo speciale spese pubbliche – stando a quanto riporta l’articolo – sarebbero entrati a Palazzo Chigi e hanno avuto accesso alle stanze del dipartimento editoria per acquisire una serie di documenti che riportano tutti i dettagli in merito alla questione dei fondi all’editoria. Le Fiamme gialle avrebbero acquisito una serie di documenti che riportano il numero di giornali venduti per ogni testata e la quantità di contributo intascati. Molti giornali – dice il Fatto Quotidiano – hanno dichiarato più copie di quelle effettivamente finite nelle mani dei lettori con il chiaro intento di prendere i contributi che lo Stato elargisce all’editoria. Dalla documentazione acquisita, risulterebbe che più di 12 milioni di euro di fondi pubblici sono stati presi indebitamente da giornali e riviste varie. Secondo le Fiamme gialle, al momento, le pubblicazioni che presentano anomalie tra copie distribuite e finanziamenti ricevuti sono quattro. Ma non si esclude che possano essere tirate in ballo anche altre testate. E proprio per questo motivo, gli atti sarebbero stati trasmessi in Procura dove sono stati aperti alcuni fascicoli di cui sono titolari diversi magistrati.
Tra le pubblicazioni che presentano anomalie spicca l’Edizione de L’Indipendente srl, casa editrice del quotidiano Cronache di Liberal, il cui direttore è Ferdinando Adornato, deputato Udc, ex Forza Italia. Tra i proprietari di Edizione de L’Indipendente – ricorda il Fatto Quotidiano – c’è anche Giancarlo Buontempo, cognato di Italo Bocchino. Si fanno anche i nomi di Occidente spa; una quota societaria è detenuta da Giuseppe Naro, deputato Udc, coinvolto nell’inchiesta Finmeccanica. Al vaglio degli inquirenti, secondo quanto riporta il Fatto, ci sarebbe anche la “Filadelfia società cooperativa”, casa editrice di Risk, una rivista che si occupa di approfondimenti e divulgazioni di problematiche relative alla sicurezza. L’amministratore delegato della cooperativa è Michele Nones, esperto di armi, già consulente della Difesa e della Presidenza del Consiglio presso l’Ufficio Coordinamento della Produzione di Materiali e di Armamento.

Barruggi

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