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Giornalisti, consigli territoriali a presidio della deontologia

Giornalisti, consigli territoriali a presidio della deontologia

La nostra collaboratrice Barbara Ruggiero è la più giovane componente del Consiglio territoriale di disciplina dei giornalisti campani. Le abbiamo chiesto di descrivere, per il “suo” blog, le impressioni a caldo relative alla prestigiosa nomina, che cade in un momento di crisi drammatica per l’informazione e per gli addetti.

di Barbara Ruggiero

barbara_PRESENTAZIONEDeontologia, correttezza professionale e nuove frontiere del mondo dell’informazione.
La sfida dei nuovi consigli territoriali di disciplina è particolarmente affascinante. Nati nell’ambito del graduale processo di riforma degli ordini professionali, ad opera del decreto del Presidente della Repubblica n.137/2012, i consigli di disciplina territoriali ereditano i poteri sanzionatori che la legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti (legge n. 69/1963) poneva in capo ai consigli regionali e nazionale dell’Odg.
Si tratta di una novità di non poco conto che, al momento della sua approvazione, ha scatenato varie polemiche tra coloro che hanno visto – con un provvedimento del genere – l’Ordine spogliato di uno dei suoi poteri principali: tolta la disciplina, resta in capo al Consiglio dell’Ordine il potere amministrativo e l’aggiornamento professionale.
La sfida dei consigli territoriali di disciplina è duplice: significa tutelare la morale della professione in un contesto tecnologico radicalmente mutato rispetto alla cornice storica in cui nasce l’Ordine dei giornalisti e, al tempo stesso, implica tutelare la dignità e il decoro della professione in tempi particolarmente critici per il nostro Paese e per il settore dell’editoria in particolare.
Nel momento in cui internet, crisi e precariato sono termini imprescindibili per chiunque intenda avvicinarsi al mondo del giornalismo, diventa più che mai indispensabile il ruolo di chi ha il compito di far rispettare la deontologia professionale nell’interesse di una informazione corretta, completa e libera da qualsiasi condizionamento. Perché l’informazione di qualità non è un miraggio, né sola teoria da studiare sui manuali all’università o alle scuole di giornalismo; l’informazione di qualità è possibile, con il rispetto dei codici di deontologia professionale e con un solo interesse di fondo: il rispetto dei lettori.
Nell’ambito del processo di riforma del settore disciplinare dell’Ordine dei giornalisti, il presidente del Tribunale di Napoli, Carlo Alemi, ha nominato lo scorso 5 aprile i componenti del Consiglio di disciplina della regione Campania. Nove i componenti – sei professionisti e tre pubblicisti. Tra i nomi di Romolo Acampora, Federico Ricciuti, Claudio Azzolini, Domenico Gargano, Carmela Maietta, Nunzia Marrone, Armando De Rosa, Carlo Alvano c’è anche il mio nominativo.
Difficile parlare e scrivere in prima persona per chi è abituato a scrivere e parlare di altri; ancor peggio scrivere di una nomina che onora e inorgoglisce. Meglio mettersi direttamente all’opera con entusiasmo, passione e dedizione. E, mi auguro, con professionalità.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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