Giornalisti, primi passi verso la Riforma della professione

Giornalisti, primi passi verso la Riforma della professione
di Salvatore Campitiello*

Importante Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti svoltosi a Roma tra il 9 e 11 ottobre 2012. Il Consiglio ha, infatti, discusso ed approvato a maggioranza il “Regolamento delle funzioni disciplinari dell’Ordine dei giornalisti”. Un Regolamento chiesto al C.N.O.G dal Ministero di Grazie e Giustizia dopo l’approvazione del D.P.R. 137/2012 dell’agosto scorso sulla “Riforma delle professioni”. Ora il Ministero lo valuterà, potrà emendarlo e poi approvarlo per l’applicazione.
L’argomento è di estrema delicatezza e riguarda l’osservanza dei principi deontologici da parte dei giornalisti professionisti, pubblicisti o praticanti.
Il mancato rispetto di questi principi, da parte di coloro che si rendono colpevoli di fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale o che compromettano la propria reputazione o la dignità dell’Ordine, dà il via a un procedimento disciplinare. A seconda della gravità, le sanzioni disciplinari erogati sono: l’avvertimento, la censura, la sospensione dall’esercizio della professione per un periodo non inferiore a due mesi e non superiore ad un anno, e la radiazione dall’albo.
Resta chiaro che è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme dettate a tutela della personalità altrui ed è obbligo inderogabile il rispetto della verità dei fatti, osservando sempre i principi dalla lealtà e dalla buona fede.
Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori.
A differenza del Regolamento per l’esecuzione della legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti del 3 febbraio 1963, n.69 (Regolamento in vigore dal 4 febbraio 1965, n.115), quello approvato dal CNOG stabilisce che è istituito presso ogni Ordine regionale il Collegio territoriale di disciplina. Esso è formato da nove consiglieri che si alternano nella composizione di più collegi.
La procedura: il Consiglio regionale entro 30 giorni dal suo insediamento segnala al Presidente del Tribunale del capoluogo una lista di nomi pari al doppio dei componenti da nominare.
Uno dei componenti del Collegio di disciplina deve essere una donna.
Anche presso il Consiglio nazionale dell’Ordine è istituito il Consiglio nazionale di disciplina cui sono affidati i compiti di istruzione e decisione dei ricorsi in materia disciplinare e ne fanno parte 12 consiglieri nazionali che ne abbiano i requisiti.

* Consigliere nazionale dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti

redazioneIconfronti

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