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Giro d’Italia, la vana attesa del Cilento interno

Giro d’Italia, la vana attesa del Cilento interno
di Nino Ruggiero

Sorrento-AsceaArriva il Giro d’Italia anche dalle nostre parti: era ora! Prologo a Napoli; tappa successiva ad Ischia; terza tappa da Sorrento ad Ascea Marina; poi ancora Policastro Bussentino-Serra San Bruno in Calabria, Cosenza-Matera e Mola di Bari-Margherita di Savoia. Una vera scorpacciata per un Sud quasi sempre colpevolmente trascurato dagli organizzatori della corsa in rosa.
Bello il Giro; una corsa che incanta, al di là dei tempi, al di là delle epoche storiche. Un appuntamento irrinunciabile che richiama gente sulle strade, che seduce anche chi non sempre dà del “tu” alle due ruote. È festa per il Sud; ma non completamente, diciamo con riserva. Per alcuni comuni del Cilento e per la Provincia di Salerno sarà solennizzata la sagra delle occasioni perdute. Frane e smottamenti, prodotti poco graditi dell’ultimo scorcio dell’inverno, hanno penalizzato le vie di comunicazioni interne del Cilento dimenticato, quello che sopravvive solo grazie a qualche intrigante sagra paesana. Frane e smottamenti che hanno interessato strade di serie B; strade abbandonate a se stesse, con danni emergenti non solo per il mancato transito dell’invocato Giro d’Italia, quanto soprattutto per le popolazioni interne abbandonate al loro destino da una Provincia sempre più matrigna e indisponente. Sognavano – ed avevano tutti i buoni motivi per farlo – gli abitanti di piccole realtà di un Cilento apparentemente sonnolento, ma sempre fiero ed orgoglioso delle proprie origini contadine. Sognavano gli abitanti di Castellabate, di Perdifumo, di Mercato Cilento, di San Mango, di Sessa Cilento, Stella Cilento e assaporavano il gusto di una manifestazione che li avrebbe fatti felici, che li avrebbe portati alla ribalta nazionale, che avrebbe fatto conoscere, sia pure fuggevolmente, le loro terre dimenticate.
Significativa una lettera di un cittadino di Sessa Cilento. “Ero restato deliziato dalla notizia che il Giro avrebbe attraversato il Cilento interno – scrive Alessandro Giordano – in particolare il mio paese, Sessa Cilento, che sarebbe stato alla ribalta offerta dalla tv nazionale”.
Occasione perduta, l’ennesima per un Sud sempre più trascurato e umiliato; ancora di più se si pensa che frane e smottamenti di quest’inverno hanno interessato non solo le zone interne del Cilento, ma anche quelle costiere. “Guarda caso – riflessione di tanti che suona come un’autentica beffa – le strade costiere sono state tutte ripristinate e sono transitabili a differenza delle strade interne che aspettano solo a questo punto un aiuto divino”. Perentorio il comunicato emesso dagli organizzatori del Giro in proposito: “Causa numerose frane che sono insite su gran parte del percorso che va dal Gran Premio della Montagna di Mercato Cilento alla frazione Velina del Comune di Castel Nuovo, il tracciato viene modificato prediligendo la fascia costiera”.
Bello e ammaliante il Giro, è vero, ma quanta tristezza nei volti delle tante persone che volevano vederlo da vicino; che lo attendevano come manna dal cielo; che volevano per un giorno sentirsi parte integrante di un mondo magico, quasi del tutto sconosciuto; che volevano sentire il suono assordante della carovana pubblicitaria; che avrebbero visto da vicino, forse per una sola volta nella loro vita, campioni come Nibali, come Basso, come Di Luca, come il belga Bradley Wiggins.
Sarà, invece, il Giro delle occasioni perdute per buona parte del Cilento interno, quello vero, quello che il mare lo vede solo da lontano. E con il Cilento perderemo qualcosa anche noi, perché ancora una volta dovremo ammettere che purtroppo anche le strade, come la legge, non sono uguali per tutti.

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