Giro d’Italia, la vana e inutile attesa del Cilento interno

Giro d’Italia, la vana e inutile attesa del Cilento interno
di Nino Ruggiero

GiroNon si conosce – come ovvio – il vincitore della terza tappa dell’imminente Giro d’Italia, la Sorrento-Ascea Marina, ma si conosce già il perdente. È la provincia sconosciuta, quella dell’interno, quella del Cilento dimenticato, quella delle piccole sagre paesane che fanno tanto etnografia e folclore. È quella provincia trascurata che perde sempre, in ogni occasione, anche quando una importante organizzazione internazionale come quella del Giro d’Italia, alla riscoperta di nuovi territori e di percorsi naturalistici, si ricorda che esiste anche un Sud diverso da quello costiero, pubblicizzato da agenzie ed enti turistici.
Una provincia abbandonata che perde sempre perché, purtroppo, vige la legge del più forte, quella dei numeri, quella della scarsa rappresentatività.
Doveva passare per paesini quasi sconosciuti del Cilento la terza tappa del Giro d’Italia; paesini dell’interno, agglomerati di case dove vive gente innamorata della propria terra; gente che vive in simbiosi con il proprio lavoro, fra campi arati, circondata da prati verdeggianti che in questo periodo di primavera inoltrata riescono ad allietare i cuori di chi vive in città fra smog e rifiuti.
Ma le condizioni meteorologiche non sono state clementi durante un inverno lungo ed uggioso; numerose frane e smottamenti hanno interessato il territorio interno del Cilento, così come hanno interessato anche la zona costiera. Doveva passare per le zone interne il Giro, occasione più unica che rara per chi una manifestazione del genere l’ha vista solo in televisione; ma non passerà più. Sarebbe stato necessario effettuare lavori di messa in sicurezza su alcune strade per non correre pericoli di sorta. Dovevano essere sistemate a puntino strade già di per se stesso abbandonate, poco curate; poi addirittura sconquassate da aventi atmosferici straordinariamente calamitosi.
Nemmeno il Giro d’Italia, il cui preavviso di presenza solitamente mobilita sonnolente responsabilità di amministrazioni regionali, provinciali e comunali, oltre che folle appassionate, ha saputo fare il miracolo. Le strade sono rimaste abbandonate al loro triste destino, così come sono state abbandonate al loro destino le popolazioni del Cilento dimenticato. Non vedranno passare la carovana del Giro d’Italia, non vedranno da vicino i campioni del ciclismo, non vedranno la carovana pubblicitaria; e non avranno nemmeno – cosa più grave – le loro strade che cadono a pezzi e non assicurano più nemmeno normali comunicazioni.
In quella che alla fine è risultata essere una vera e propria guerra fra i poveri, l’ha spuntata il percorso costiero. Anche lì c’erano frane e smottamenti; anche lì bisognare fare lavori urgenti. Ma si sa, anche le strade non sono uguali per tutti.
La terza tappa del Giro d’Italia, che porterà i girini da Sorrento ad Ascea Marina, attraverserà comunque una bella fetta di territorio cilentano. Da Paestum la carovana si snoderà lungo la via costiera che porta ad Agropoli, toccherà il comune di Castellabate transitando per Santa Maria, per San Marco e per Ogliastro Marina fino a Mezzatorre di Acciaroli; quindi si inerpicherà per rampe impervie fino a San Mauro Cilento per poi scendere a Pollica ed Acciaroli. Il finale sarà mozzafiato perché ci sarà da scalare la vetta di Sella di Catona dopo aver attraversato Ceraso e Santa Barbara. Picchiata finale sul lungomare di Ascea Marina.
Il Giro sarà però ricordato come quello delle occasioni perdute per il Cilento interno; quello di Perdifumo, Mercato Cilento, Sessa e Stella Cilento, di tutte quelle contrade di montagna e di collina che hanno detto addio a un’occasione storica per affacciarsi alla ribalta internazionale, grazie alle trasmissioni televisive in diretta e in registrata assicurate dalla RAI.
Ha perduto il Cilento dimenticato, e qualcuno – anzi, forse più di qualcuno – dovrà recitare il mea culpa.

redazioneIconfronti

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