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Giù la pubblicità Mediaset: perdite di 287 milioni nell’ultimo anno

Giù la pubblicità Mediaset: perdite di 287 milioni nell’ultimo anno
di Carmelo Currò
www.oggi.it

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Avevamo avuto qualche sentore, negli anni scorsi, delle prime difficoltà economiche del gruppo Mediaset. Ma questa volta la perdita è davvero pesante. 287,1 milioni di euro e niente dividendi. Il lodo Mondadori aveva fatto parlare qualche anno fa di 750 milioni da versare alla Cir. Tuttavia gli splendori berlusconiani, le ville, le visite le serate allegre avevano quasi sempre ridotto i commenti nelle pagine economiche, lontano dall’interesse del grande pubblico. Si era detto poi che nel 2010 i dividendi del gruppo erano risaliti del 32,7 per cento risetto all’esercizio del 2008. Nel 2011 però i problemi si ripresentavano. Nei primi nove mesi dell’anno Mediaset aveva perso in borsa il 2,94 per cento mentre l’utile si attestava su 166,6 milioni, registrando un -13,5 percentuale rispetto allo stesso periodo 2010; e persino la raccolta pubblicitaria scendeva a 1.876,7 milioni contro i 1.932,7 dei primi nove mesi del 2010. Ma era il collasso del gruppo Mediaset nel novembre 2011 (in una sola seduta perse 350 milioni di capitalizzazione) a far decidere il passaggio di mano del premier, i cui più stretti collaboratori temevano persino gravi problemi per l’impero finanziario familiare.
Parlando degli introiti del leader di centro-destra e della sua famiglia, Francesco Manacorda poteva affermare in quell’occasione che negli ultimi sette anni ai Berlusconi erano arrivati oltre un miliardo e duecento milioni di euro. “Il grosso al Cavaliere che possiede il 63% e rotti di Fininvest e che ha incassato dunque poco meno di 800 milioni di cedole. Il 7,6 a testa a Marina e Pier Silvio, mentre un 7,1% va a ciascuno dei figli del secondo matrimonio: Barbara, Eleonora e Luigi. Scenari che potranno cambiare, alla luce della diversa valutazione che il mercato dà del gruppo senza più l’ombrello della politica” (La Stampa, 10 novembre 2011).
Poco dopo, le precisazioni di Silvio sui rubinetti finanziari chiusi per un partito in affanno e appesantito da un leader in calo di consensi, erano sembrate le ripicche di un capo che vedeva serpeggiare la rivolta nei suoi fedelissimi beneficati. Poi, la bomba di qualche settimana fa, sulla richiesta del Cavaliere di ridurre l’appannaggio di 100.000 euro al giorno che era stato deciso per l’ex-moglie Veronica Lario. “Una decisione abnorme e fuori da ogni logica” avevano commentato gli avvocati di Berlusconi, chiedendo di sospendere il pagamento..
Finalmente, l’ultima notizia: la perdita di 287 milioni di euro del gruppo che si è verificata nell’ultimo anno, per i mancati affari nel ramo pubblicitario.
Che cosa è accaduto? Nonostante la sorprendente rimonta elettorale, i problemi finanziari di Berlusconi rimangono in tutta la loro urgenza, anche perché di un governo con il centro-destra ancora non si parla, e non si sa quale sarebbe la reazione dei mercati finanziari europei in caso di un suo futuro successo elettorale. Gli analisti sperano in migliori risultati per i mesi primaverili, e specialmente in un nuovo Governo se riduca l’incertezza dei mercati. Ma i mercati stessi non patiscono a loro volta il brusco calo delle vendite e delle ordinazioni?
E intanto, prudentemente, il Cavalier cortese cerca almeno di fare qualche risparmio dove si può, cominciando dalle spese della moglie. Insomma, per dirla con Andreotti, il potere logora chi non ce l’ha.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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