Giù le mai dal liceo classico di Eboli

Giù le mai dal liceo classico di Eboli
di Carmelo Conte *
Il liceo classico di Eboli
Il liceo classico di Eboli

La decisione di sdoppiare il liceo classico di Eboli, aprendone una sede a Battipaglia dopo averlo abbinato al liceo artistico, penalizza un istituto ra i più antichi della Campania. Un centro di studi in cui si sono formate personalità che sono assurte ai vertici dello stato e delle professioni. Il luogo dove alcuni di noi hanno cominciato a leggere e a studiare Bobbio e Marx, e altri Maritain e Gentile, e dove i giovani continuano a formarsi   studiando e discutendo. E il loro domicilio formativo, figlio di una tradizione e di un’appartenenza che non si può mettere immotivatamente in discussione.

Non è il solito problema di Campanile tra Eboli e Battipaglia, come sta avvenendo per gli ospedali, ma la punta emergente di una questione più ampia e complessa.

Di fatto, dopo quello dell’istituto Agrario, si rottama il corso degli studi classici, il cuore antico della scuola secondaria, ovvero le storiche fucine educative e formative della la Valle del Sele, del suo sviluppo e anche del suo ruolo politico.

L' on. Carmelo Conte
L’ on. Carmelo Conte

Eboli era scuola di politica e fungeva da guida per tutto il territorio, ora non più. È divenuta una realtà senza voce, vittima di una classe politica che, in barba alle cariche che ricopre, sa dare segni di sé solo sui giornali locali con dichiarazioni generiche , banali e, a volte, offensive per il buon senso e la sintassi.

Indignarsi non basta, bisogna andare oltre il loro vuoto politico, costituire un comitato di buona cittadinanza per aprire una vertenza che assuma la rappresentanza diretta dei problemi.

Si tratta di tornare alla vera politica, aprire una nuova stagione con una vertenza per promuovere un piano che riguardi la sanità e il sistema ospedaliero, come la città degli studi, i servizi e i settori produttivi.

Quanto allo specifico della vicenda del Liceo classico, la delibera va ritirata immediatamente in mancanza bisogna ricorrere al Tar per bloccare una decisione, illegittima, nella forma, perché assunta in violazione delle procedure e della trasparenza, e nel merito, perché sdoppiare un istituto contraddice il principio dell’accorpamento, l’indirizzo che preside, a livello nazionale e regionale, al piano di riassetto del sistema scolastico.

Un piano che va ridiscusso coinvolgendo più direttamente i meritevoli operatori scolastici, ma dopo avere prioritariamente annullata la delibera in questione per evitare che la disponibilità al riesame diventi strumentale e meramente dilatoria.

* già sindaco di Eboli e ministro della Repubblica

 

redazioneIconfronti

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