Lun. Ago 19th, 2019

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Giusto l’appello di Don Manganiello, se serve fermiamo i Gigli

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L’appello di don Aniello Manganiello non può cadere nel vuoto: se la Festa dei Gigli di Nola, come dice il parroco, si svolge davvero all’ombra di interessi criminali e di clan camorristici, è necessario che le Istituzioni intervengano. La Commissione regionale anticamorra vorrà approfondire. Se si ravvede la necessità di incidere in qualche modo sulla festa dei Gigli di Nola si faccia sarebbe un’azione fortissima, forse impopolare, ma di certo un segnale di contrasto all’illegalità senza precedenti che servirebbe a lanciare un messaggio di ribellione vera a chi utilizza, strumentalizzandola, finanche la fede.
di Gianfranco Valiante*

L’appello di don Aniello Manganiello non può cadere nel vuoto: se la Festa dei Gigli di Nola, come dice il parroco, si svolge davvero all’ombra di interessi criminali e di clan camorristici, è necessario che le Istituzioni intervengano. La Commissione regionale anticamorra vorrà approfondire. Se si ravvede la necessità di incidere in qualche modo sulla festa dei Gigli di Nola si faccia sarebbe un’azione fortissima, forse impopolare, ma di certo un segnale di contrasto all’illegalità senza precedenti che servirebbe a lanciare un messaggio di ribellione vera a chi utilizza, strumentalizzandola, finanche la fede. La nostra esperienza non ci fa escludere a priori, per quanto sia difficile da ammettere, che possano esservi concretamente connivenze con la malavita anche in eventi culturali, storici, di innegabile tradizione  in cui la devozione popolare è forte ed ancorata da secoli. Le denunce di don Manganiello, peraltro figlio e conoscitore di quella terra, sono precise, circostanziate, e vanno considerate. Far finta di nulla, in nome di una tradizione millenaria, non significherebbe stare dalla parte di chi intende espellere dal nostro territorio il cancro della camorra, della illegalità, del sottosviluppo, del sopruso: gli interessi criminali si annidano nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione, si nascondono ovunque ed anche in sacche di religiosità popolare dove l’infiltrazione trova facile appiglio. Ringrazio don Aniello e il blog “iConfronti” per il coraggio della denuncia, auspico indagini da parte della magistratura e vera attenzione della politica e delle istituzioni straordinariamente efficaci a dichiarare il proprio impegno per la lotta alle mafie quando sono al microfono o quando siedono ai convegni ma certamente non altrettanto capaci allorquando si tratta di assumere posizioni forti e provvedimenti coerenti. La lotta alla criminalità organizzata deve essere comune e sinergica deve essere strumento di riscatto per il territorio; non sono ammesse su questo tema posizioni di comodo o di mediazione. Ringrazio don Manganiello per aver scosso, spero, qualche coscienza.
 
*Presidente della Commissione regionale Anticamorra

5 thoughts on “Giusto l’appello di Don Manganiello, se serve fermiamo i Gigli

  1. Non è abolendo una festa che elimini il fenomeno camorra….. purtroppo certe ritualità nascono come riti religiosi in maniera pulita e quasi sempre rischiano di diventare oggetto di speculazione da parte di chi ha sete di denaro…..
    Sono del parere che il fenomeno dell’infiltrazione della malavita organizzata in certe manifestazioni religiose e non venga affrontato con leggi più restrittive: è LO STATO CHE NON FUNZIONA…. abolire la festa è come abolire la devozione di tanta gente onesta e che crede veramente. La lotta vera penso debba essere fatta al sistema più corrotto di questo mondo ossia la politica. Don Aniello, non è abolendo che si risolve il problema, allora bisognerebbe togliere da mezzo anche il calcio professionistico e tante altre realtà che vede la corruzione e la malavita entrare tranquillamente. Per me il rito va continuato e vanno inaspriti eventualmente i controlli per evitare infiltrazioni illegali nella gestione di soldi che girano in questa realtà. Non dimentichiamo che anche da Padre Pio girano tanti soldi, anche a Pompei girano tanti soldi, anche ad Assisi girano tanti soldi, anche a San Pietro girano tanti soldi……. purtroppo lì dove girano soldi c’è l’alto rischio di infiltrazioni che non hanno niente a che vedere con la religiosità.

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