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Gli Alpini invadono Asti per l’adunata della speranza

Gli Alpini invadono Asti per l’adunata della speranza
di Roberta Grendene
Roberta Grendene

Roberta Grendene

“Le voci che risuonano forti nel cielo sono soprattutto quelle degli uomini, i timidi sorrisi appartengono invece alle madri di famiglia che non demordono e vanno avanti nonostante tutto; i balli li fanno le giovani promesse spose per scongiurare la malasorte in attesa che l’amato ritorni.
 La speranza peró è di tutti; passeranno gli anni, ma sarà eternamente la stessa”.
Parla al presente la penna nera che ho qui davanti a me. Lo conosco da sempre quel cappello verde, con la piuma di lato che sta appeso con il chiodo, sul muro bianco del corridoio, a casa dei nonni.
Io non ero ancora nata e già c’era.
Da bambina rimanevo ore a fissarlo perchè così mi sembrava di rivivere il Natale e le gite in montagna sulla neve. Ricordo il nonno che l’accarezzava con gli occhi lucidi e la nonna che lo puliva con un panno umido  “perchè la polvere rovina il feltro . E questi sono ricordi”.
Gli stessi che domenica hanno sfilato ad Asti. Quasi 100.000 alpini con l’orgoglio nel cuore: 110 sezioni ANA in fila per 9, Ufficiali, Sottufficiali e Reparti di truppa, il Consiglio direttivo nazionale, la Croce Nera Austriaca, le Crocerossine e le 32 sezioni estere, dal Sud Africa alla Gran Bretagna. Gruppi arrivati dalla Spagna e addirittura dal Brasile. Uniti da una potente coscienza morale che ci si augura  possa essere orizzonte per i giovani di oggi; una gioventù, quella attuale, troppo diversa e che non si puó nemmeno lontanamente paragonare agli uomini e alle donne di allora. Un universo femminile a cui la città di Asti ha reso omaggio con uno spettacolo intitolato “Rock sulle punte” messo in scena al teatro Alfieri, a fine gennaio. In quell’ occasione, la regista Valentina Gautier ha raccontato in modo sapiente il mondo delle donne durante la prima guerra mondiale, donne che con coraggio e determinazione hanno saputo portare avanti le loro battaglie quotidiane, con i mariti in trincea a combattere, i bambini da sfamare e la solitudine nei cuori. Ma quelle erano famiglie che si sentivano italiane dentro e che, proprio per questo, riuscivano a trasmettere i valori di una patria vera, che aveva una identità forte e guardava al futuro con ottimismo e fiducia.
Chissà cosa hanno pensato domenica le Autorità di quei 75.000 Alpini schierati di fronte a loro; forse che sono tutti un po’ “Ernani”. Proprio come il montanaro ribelle di Verdi che si opponeva alla tirannia.
Con i balconi imbandierati e la città vestita a festa, come se arrivasse la regina. Così ha sfilato il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, sotto lo sguardo del popolo. Che sorride, che si inchina e che dà.

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Alle 12 Papa Francesco, durante la recita del Regina Coeli ha mandato  un saluto ad Asti; ha esortato i fedeli ad una vita di appartenenza e le sue parole sembravano disegnare i volti degli Alpini di Buenos Aires. Sofferenza, coraggio e volontà. Come nella canzone “Il testamento del Capitano” che il Papa ha citato anche per questa Adunata.
Scene di entusiasmo quasi delirante  dietro le transenne al passaggio delle varie delegazioni; la gioia incontenibile di una città viva che ha lavorato mesi per rendere questo evento perfetto. Quasi perfetto, perchè la pioggia di sabato pomeriggio ha tentato di rovinare la festa. Ma alla fine così non è stato ed il sole ha sconfitto le nuvole. Come a dire che tutto passa. Ma la speranza resta.
“In questi giorni il calore degli astigiani é stato sorprendente – ha dichiarato Franco Mastrolia, rappresentante dell’ANA di Asti – siamo molto soddisfatti del lavoro svolto per la riuscita di questo importante evento. Abbiamo fatto del nostro meglio e dopo lunghi mesi di lavoro sono arrivati i risultati sperati. Sono state più di 11 le ore di sfilata; la nostra, penultima se calcoliamo la chiusura avvenuta con la delegazione di Treviso, ha avuto un ritardo di un’ora. Ma tutti ci stavano aspettando. Il momento sicuramente più emozionante è stato il passaggio  in Piazza San Secondo. Ora tocca a Treviso”.
“Siamo molto contenti – ha sottolineato al telefono il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di Asti Adriano Blengio – oltre 450.0000 le presenze registrate nei tre giorni di raduno. Sono stati contati circa 100.000 alpini. Un record davvero. La società autostrade ci ha riferito che sono giunti 2600 pullman in circa due ore. Abbiamo raddoppiato il numero degli alloggi collettivi. Un successo senza precedenti. Io, alpino a Terni e poi a Ceva, mai avrei immaginato un’ adunata così imponente. L’organizzazione è stata impeccabile; ci tengo a dire che grazie all’impegno di tutti Asti oggi è una città che splende ed io ne sono onorato. E sono anche lusingato dai complimenti ricevuti dal Ministro Pinotti e dal Gen. Claudio Graziano per la mostra “Oltre le penne” che è stata allestita in ricordo del centenario della prima guerra mondiale, le cui immagini raccontano il periodo da Caporetto alla vittoria. Resterà aperta fino al 29 maggio per poi trasferirsi a Roma”.
Applausi quindi, ad Asti e a tutti gli alpini; a chi ha alzato le bandiere in piazza ed a chi si è fermato davanti alla tv. Ma soprattutto un doveroso applauso va a chi, ogni giorno, ricordando le battaglie fatte in passato per la libertà, si prodiga oggi  per costruire un futuro. In questa Italia.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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