Gio. Giu 20th, 2019

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Gli americani a Obama: vogliamo più politica e meno finanza

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L’amministrazione Usa alle prese con la regolamentazione delle armi e una dura crisi

foto: linkiesta.it

di Vincenzo Pascale (da NY City)

Gli ultimi giorni del 2012 sono stati febbrili per l’aministrazione Obama, presa tra la scadenza dell’approvazione delle misure economiche anti fiscal cliff e la legislazione in materia di regolamentazione dell’accesso alle armi automatiche dopo la strage di Newtown. Vinta la partita sul fiscal cliff resta ancora aperta la partita sulla regolamentazione dell’acquisto delle armi automatiche. Su questa istanza il presidente Obama pur non contando sul pieno sostegno del suo partito può contare su una coalizione di sindaci molto influenti a partire dal sindaco di New York, Mike Bloomberg, che si stanno spendendo appieno a favore della riduzione del numero di armi in circolazione. A sostenere tali posizioni vi è anche l’opinione pubblica americana, in particolare quella del Nord East (area della strage di Newton) ormai nettamente a favore della limitazione dell’accesso alle armi da fuoco automatiche. È propabile che su questa istanza il compromesso sarà trovato a metà strada: tra chi vuole bloccare la vendita di tali armi e la potente lobby dei costruttori di armi da fuoco decisa a dar battaglia all’ultimo voto. Intanto dopo la strage di Newton la vendita delle armi da fuoco in tutta la nazione ha subito una forte impennata causata dal timore di un possible intervento legislativo del governo federale in materia di accesso alle armi da fuoco. A fronte di quesi spinosi problemi sociali, l’America, come ha ricordato l’economista Robert Reich, ex ministro del lavoro durante l’amminitrazione Clinton, si interroga sul suo futuro economico. Con una disoccupazione che sfiora il 9% della forza lavoro, gli americani, più di tutto, chiedono la creazione di nuovi posti di lavoro. È questa la richiesta che perviene al Presidente dai cittadini, dai sindacati e dai gruppi di pressione organizzati. L’America vuol tornare a crescere e vuol recuperare la leadership mondiale dell’economia, troppo surclassata dalla propria finanza speculativa. La creazione di nuovi posti di lavoro è la richiesta principale che l’America di Main Street (della strada ordinaria) chiede ad Obama, non quella speculativa di Wall Street. In sintesi, significa il recupero del ruolo primario della politica sulla finanza. Lo chiede l’elettorato americano. Arriverà questa eco in Italia?

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