Gli impegni di Galletti per la ‘Terra dei fuochi’: balle e basta.

Gli impegni di Galletti per la ‘Terra dei fuochi’: balle e basta.
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Ha scelto male, il Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il giorno della sua visita alle aree inquinate della Terra dei fuochi e Taverna del Re, sito di stoccaggio delle cosiddette ‘ecoballe’. Ha scelto il giorno della ‘storica’ visita di Barak Obama a Roma. Che ha catturato tutta l’attenzione dei media. E così il suo incontro con Don Maurizio Patriciello sbiadisce di fronte a quello tra il Presidente Usa e Papa Francesco. Galletti, quello che non sapeva del referendum antinucleare in Italia, ha voluto dare continuità alla disastrosa conferenza stampa di due settimane fa in cui aveva annunciato che la situazione nella Terra dei fuochi era “sotto controllo”: solo il 2 per cento dei territori tra Napoli e Caserta risultava inquinato. Ora ci dice che il monitoraggio dei territori continuerà e che si impegna a “restituirli sani ai cittadini”. A Taverna del Re ha visto una parte degli stock degli 8 milioni di ‘ecoballe’ che continuano a sversare liquami e percolato. E lui promette che entro aprile ne verranno smaltite 100mila: la mania delle scadenze ‘alla Renzi’ deve aver contagiato anche Galletti. Che parla di “territorio stuprato” ma non spiega perché il suo Ministero non si costituisce parte civile nel ‘processo Bidognetti’ sulla gestione criminale delle discariche. Che parla della Terra dei fuochi come di un “problema nazionale” ma non spiega perché la legge in discussione in Parlamento sui reati ambientali, prevede che chi inquina ed è condannato alla bonifica può accedere alle provvidenze degli ‘accordi di programma’. Che fine fa il principio che ‘chi inquina paga’?

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