Sab. Ago 24th, 2019

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Inserto di SalernoSera

Gli italiani credono al “biscotto” e scommettono sull’imbroglio

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Alla fine l’Italia ce l’ha fatta? Ma a far cosa? Nulla di particolare: ha passato il turno negli Europei calcistici di Polonia e Ucraina ed ora è ai quarti di finale (nella foto il gol di Balotelli). Per una Nazionale che ha vinto ben 4 Campionati del Mondo, è poca cosa, il minimo sindacale. Ma si sa, tutto in questo nostro Paese diviene drammatico fino a sfiorare la tragedia, ed il divin pallone non può tenersi fuori dagli abituali rituali. Battere l’Irlanda del grande Trapattoni era “impresa” alla nostra portata, eppure i timori erano tangibili, un po’ veri e un po’ costruiti, perché se non ci sentiamo sull’orlo del baratro, non siamo capaci di rendere al meglio. Il buon giovannibrerafucarlo la definiva “sindrome da disfida di Barletta”; e per non farci mancar nulla, per rinsaldare il senso di assoluto pericolo,
di Alfonso Liguori

Alla fine l’Italia ce l’ha fatta? Ma a far cosa? Nulla di particolare: ha passato il turno negli Europei calcistici di Polonia e Ucraina ed ora è ai quarti di finale (nella foto il gol di Balotelli). Per una Nazionale che ha vinto ben 4 Campionati del Mondo, è poca cosa, il minimo sindacale. Ma si sa, tutto in questo nostro Paese diviene drammatico fino a sfiorare la tragedia, ed il divin pallone non può tenersi fuori dagli abituali rituali. Battere l’Irlanda del grande Trapattoni era “impresa” alla nostra portata, eppure i timori erano tangibili,  un po’ veri e un po’ costruiti, perché se non ci sentiamo sull’orlo del baratro, non siamo capaci di rendere al meglio. Il buon giovannibrerafucarlo la definiva “sindrome da disfida di Barletta”; e per non farci mancar nulla, per rinsaldare il senso di assoluto pericolo, abbiamo condito la nostra sciocca preoccupazione (l’Italia nazione ha in questo momento ben altri problemi) con la paura che sull’altro campo le nostre avversarie, Spagna e Croazia, optassero per il cosiddetto “biscotto”. Ci piacerebbe, innanzi tutto, sapere chi è che tirò fuori questa definizione, talmente volgare, da essere entrata subito – se ne poteva dubitare? – nel gergo comune, e in special modo in quello giornalistico, al punto che nessuno pare riuscire a trovare un sinonimo decente (proponiamo combine, trucco, intrallazzo…). Questo benedetto “biscotto”, spieghiamocelo per una volta, è definizione che deriva dall’ippica, sarebbe una galletta impastata con sostanze proibite, data a uno o più cavalli prima della gara, per alterare il risultato della competizione, e quindi le scommesse. E proprio dal mondo delle scommesse arrivava ieri, 18 di giugno, alle ore 14,30 circa, una curiosa notizia: durante la trasmissione di radio24 “A tempo di sport”, il conduttore Gigi Garanzini riportava i dati delle giocate: dei centoquarantamila euro fino a quel momento sborsati dagli scommettitori, ben settantaseimila erano finiti proprio sul fantomatico “biscotto”! Dell’intrallazzo, ricordiamolo, eravamo stati vittime nell’Europeo 2004 di Portogallo. L’Italia era guidata allora proprio dal Trap, malefiche impastatrici furono Svezia e Danimarca (2-2), ed inutile fu la nostra vittoria sulla Bulgaria. Ma sarà stata quella sfortunata esperienza a far puntare il 50% circa degli scommettitori sulla combine, o altro? Tristemente, non lo nascondiamo, pensiamo sia altro, un qualcos’altro che viene dal profondo di questa nostra nazione: che l’imbroglio, la combine, l’intrallazzo, il mettersi d’accordo a discapito di altri, sia cosa all’ordine del giorno, normale e praticata. Spagna e Croazia hanno giocato partita vera, bastava guardarla un po’, senza nemmeno aspettare la certificazione del risultato, eppure noi non ci siamo fidati, abbiamo scommesso sulla loro disonestà così come quotidianamente scommettiamo sulla nostra quale dato acquisito di questo disgraziato Paese. Ciò che incredibilmente manca a tutti i livelli, ormai, in Italia, è la Giustizia e il suo viscerale senso, ed a ciò siamo così mortalmente abituati al punto da usare questa stessa desolazione per la speranza, per una vincita, per la soddisfazione forse di dire a noi stessi e agli altri: “Io so come vanno le cose, infatti ho vinto, gli illusi siete voi!”. E non c’è nulla di divertente in questo! Tranne forse il fatto che otto anni fa fummo vittime di un “biscotto” tutto nordico, nordico europeo. Oggi, Spagna, Croazia, Portogallo, Grecia, ci dicono, anche dal mondo del calcio, che l’onestà di questo Sud Europa non si scambia con nessun trofeo, che la compostezza dei poveri è solenne, che la dignità dei poveri non è in vendita. A quale Sud del mondo vogliono appartenere gli Italiani? Su quale di quei due 50% vogliono continuare a scommettere?

1 thought on “Gli italiani credono al “biscotto” e scommettono sull’imbroglio

  1. La compostezza dei poveri è solenne, che la dignità dei poveri non è in vendita.. finalmente un articolo sul calcio che sono lieta di leggere..
    Se gli Italiani prendessero finalmente coscienza del loro reale potenziale e iniziassero a credere in ciò che possono e devono cambiare, la lotta di classe porterebbe finalmente ad un solo risultato, su cui cui ciascuno di noi potrebbe scommettere.
    Perchè siamo così disposti a coivolgerci ed emozionarci così per un campionato di calcio, ma non per noi stessi? Forse perchè abbiamo l’eterna paura di restare in panchina e non essere all’altezza.

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