Nel 2012 gli italiani pagheranno 780 euro in più di tasse su immobili

Nel 2012 gli italiani pagheranno 780 euro in più di tasse su immobili

Le famiglie italiane verseranno mediamente per il pagamento dell’Imu 1.216 euro, a fronte dei 437 del 2011, con un aggravio di costi pari a 780 euro. È quanto calcola il Coordinamento Unitario dei Proprietari Immobiliari (Arpe Federproprietà, Confappi, Uppi) con il contributo dei rispettivi Centri Studi elaborato da Eures. Con questo peso fiscale «l’Italia si colloca in cima alla classifica europea della tassazione sugli immobili», evidenzia ancora lo studio realizzato sulla base di quattro indicatori fondamentali: la tassa sulla proprietà (la nostra Imu), i costi di transazione, ossia tutte quelle spese secondarie che incombono sul trasferimento di un bene, le imposte sul capitale derivante da rivendita dell’immobile e, infine, la tassazione applicata ai contratti di locazione. E’ il risultato è rappresentato dall’indice sintetico della pressione fiscale sugli immobili, un dato riepilogativo di tutte le componenti di spesa derivanti dal possesso di un’abitazione. Sulla base di tale indice il nostro Paese si colloca al secondo posto nella tassazione dovuta per il semplice mantenimento o per l’acquisto di una proprietà (con un punteggio pari a 58,4), superato dalla sola Francia (con un punteggio pari a 72,2). Inferiori a quello italiano i valori del Regno Unito (con un punteggio pari a 53,9), della Svizzera e del Belgio (entrambi con 51,2), risultando la tassazione ancora inferiore in Germania (33), Grecia (33,2) e Irlanda (38,1). A penalizzare il contribuente italiano vi è prima di tutto l’Imu, per cui il nostro Paese si colloca in terza posizione (con un punteggio pari a 48,5), superata soltanto da Francia (72,2) e Inghilterra (100). Bisogna precisare tuttavia che questi due paesi includono nella tassa alcune spese – quali, ad esempio, le imposte sui rifiuti, il canone tv, o il servizio di polizia e i pompieri – che, se conteggiate nella nostra imposizione, candiderebbero l’Italia ad occupare il ruolo di Paese più tassato d’Europa. Tra le conseguenza più dirompenti dell’introduzione dell’Imu (se non altro come concausa o acceleratore di una dinamica già negativa), i proprietari di immobili indicano in primo luogo la contrazione del mercato immobiliare: in base ai dati dell’Agenzia del Territorio, le compravendite di immobili per uso residenziale sono infatti diminuite nel primo semestre del 2012 di oltre un quinto (-22,6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Significativo, l’impatto, anche sui prezzi medi degli immobili, che nel primo semestre del 2012, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sono scesi del 2% per le abitazioni, del 2,1% per gli uffici e dell’1,6% per i negozi. Complessivamente si registra un calo del 3-4% per tutte le tipologie di immobili evidenziando come l’introduzione della nuova imposta immobiliare, congiuntamente alla stretta delle banche nella concessione di prestiti, abbia contribuito a modificare l’atteggiamento degli italiani di fronte a forme di investimento tradizionalmente ritenute più “stabili”, prima tra tutte quella relativa al mercato immobiliare. Anche le previsioni relative al biennio successivo vedono al ribasso la stima delle quotazioni immobiliari – pari rispettivamente al -2,3% per il 2013 e al -1,7% per il 2014 – prefigurando un’intensificazione del fenomeno. Le conseguenze “dell’effetto Imu”, amplificato dalla contestuale perdita di potere di acquisto delle pensioni e dei salari, e dall’aumento del costo della vita, secondo i proprietari, “sono inoltre chiaramente rinvenibili” nella dinamica delle vendite in nuda proprietà: tra gli over64 le cessioni di nuda proprietà sono cresciute del 10% nei primi mesi del 2012 (stime Spi-Cgil), con il primato del Lazio, che ha raggiunto l’incremento del 40% (+36% nella sola città di Roma). Considerando che la ricchezza immobiliare in Italia è più diffusa di quella finanziaria, la tassazione sulla proprietà nel nostro Paese, denunciano ancora le associazioni dei proprietari di immobili, «produce effetti dirompenti sull’intero corpo sociale». In particolare l’Imu grava pesantemente sulle tasche dei contribuenti: ciascuna famiglia italiana proprietaria di almeno un immobile dovrà versare, nel 2012, in media 1.216 euro di tasse di proprietà nelle casse del fisco, a fronte dei 437 del 2011, con un aggravio di costi pari a 780 euro (stime Eures). Ad appesantire il carico fiscale, oltre alle aliquote base predisposte per il pagamento della prima rata Imu, pari al 4% per la prima casa e al 7,6% per la seconda casa, vi sono le maggiorazioni disposte dai comuni sull’aliquota per la seconda rata. Dalle stime prodotte emerge, infatti, che l’aliquota media del 2012 sull’abitazione principale è aumentata al 4,36‰, mentre è stata incrementata in misura piu’ pesante la tassazione sulla seconda casa (9,10‰), per un costo medio familiare pari rispettivamente a +148 e +201 euro rispetto alla prima rata (giugno 2012).

m.amelia

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