Dom. Lug 21st, 2019

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Gli italiani “sconosciuti” del kayak, sfida vinta per Molmenti

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Un fiume in secco ha rischiato di portarlo via. Ora un fiume in piena gli regala la gloria. Daniele Molmenti trionfa nella canoa slalom, e con lui l'Italia trova una pepita d’oro tra le rapide del Lee Valley Centre. Cinque anni dopo aver sfiorato la morte finendo con la sua moto nel greto di un corso d'acqua in montagna, l'azzurro si è preso la sua rivincita con la medaglia più preziosa del K1, scendendo tra i pali del bacino artificiale. Lo chiamano Calimero, e un po' piccolo e nero lo è davvero se a fine gara urla la rabbia: lui si allena e vince senza finire sui giornali mentre altri non si allenano e sono da copertina.

Un fiume in secco ha rischiato di portarlo via. Ora un fiume in piena gli regala la gloria. Daniele Molmenti trionfa nella canoa slalom, e con lui l’Italia trova una pepita d’oro tra le rapide del Lee Valley Centre. Cinque anni dopo aver sfiorato la morte finendo con la sua moto nel greto di un corso d’acqua in montagna, l’azzurro si è preso la sua rivincita con la medaglia più preziosa del K1, scendendo tra i pali del bacino artificiale. Lo chiamano Calimero, e un po’ piccolo e nero lo è davvero se a fine gara urla la rabbia: lui si allena e vince senza finire sui giornali mentre altri non si allenano e sono da copertina. Ma questa volta il colore che gli porta fortuna è il rosso. Anche a costo di sfidare il destino. Rosso stile Ducati, espressione della sua altra grande passione, le moto. Che si porta nel cuore e che ha conservato dipingendo appunto di rosso il suo kayak personalizzato. Con lui in sella a pagaiare, un po’ emulo di Valentino Rossi, la sua ‘moto’ a Londra l’ha portato dritto all’oro olimpico proprio nel giorno del suo compleanno. Daniele Molmenti era tra i favoriti della giornata e non delude le aspettative regalando all’Italia il terzo inno nazionale di questi Giochi. E dopo scherma e arco l’oro arriva ancora una volta da uno sport “povero”, forse un segnale dei tempi per un paese in recessione. «Questo oro – dice – non risolleverà lo spread, ma spero possa offrire dei segnali al paese». Molmenti è un ragazzo molto legato alla sua famiglia, alla sua fede (è cattolico), ma ama anche da morire la velocità, uno che va sempre al massimo. La passione delle moto non l’ha mai abbandonato, nemmeno adesso che non ha più la sua Monster 1000. Colpa di un terribile incidente nel 2007, dove ha rischiato la vita. «E’ un miracolo se sono qui». Finì sul greto di un fiume da una strada di montagna, se la cavò con una vertebra fratturata, ma poteva andare molto peggio. A Pechino, dopo il terribile incidente, fu ultimo. Ma per uno della sua tempra quella è stata la scintilla. Ha venduto la sua amata Ducati e si è rimboccato le maniche. A fargli fare il salto di qualità è stato Pierpaolo Ferrazzi. Proprio domani ricorre il ventennale del suo oro di Barcellona, sempre in slalom. Oltre al compleanno un altro singolare segno del destino. Lui però superstizioso non è, tutto per lui è sudore e allenamento. E per farlo spesso deve andare lontano: per prepararsi a questa Olimpiade è dovuto andare fino in Australia e in Cina. A Londra è arrivato carico e sicuro di sè. «Prima dei Giochi mi sono detto: se faccio quello che devo nessuno mi può battere». Ed è stato cosi: lo sloveno Kauzer, la sua ‘bestia nera’, questa volta gli ha fatto il solletico. Perfetta la gara del friulano: in semifinale ha studiato gli avversari, “accontentandosi” del terzo tempo, ma in finale ha messo il turbo al suo scafo stile Ducati chiudendo con un secondo abbondante sul secondo, il ceco Hradilek. Incontenibile la sua gioia: ha aspettato in acqua guardando sul maxischermo scendere i suoi avversari, poi è esploso sbattendo i pugni sul kayak e ha lanciato un grido alla Hulk gonfiando i muscoli. L’incubo per lui era finito. Con questo oro Molmenti entra di diritto tra i grandi del kayak. In carriera ha vinto tutto: un mondiale (nel 2010) e tre campionati europei (2009, 2011 e 2012). «Ora che ho vinto tutto mi ritiro…» scherza. A Rio ci pensa, ma quattro anni sono tanti e lui nel 2016 avrà 32 anni, un’età importante per un canoista. Per una guardia Forestale come lui non certo abituato a vivere nel lusso vedersi piovere addosso 140 mila euro di premio tutti insieme è quasi uno choc. Che farai adesso, ti comprerai un’altra moto? Gli chiedono. «A questo punto spero tanto di farmela regalare…». Ed in serata arriva anche la telefonata del Presidente Napolitano: «Complimenti e grazie». «Ho fatto il mio dovere» ha detto il friulano al telefono rispondendo al Capo dello Stato a Casa Italia dove è arrivato per i festeggiamenti. Napolitano si è informato di dove fosse e quanti anni avesse. «Proprio oggi compio 28 anni» ha detto il neo olimpionico. «Pochi giorni fa il mio presidente Buonfiglio mi ha detto di cercare di avere un contatto diretto con lei quando è venuto al villaggio perchè mi avrebbe portato bene. Io sono riuscito a darle la mano, ho ricevuto il suo in bocca al lupo ed oggi ho vinto, ringrazio anche lei» ha detto un emozionato Molmenti. «Questa medaglia è dedicata a tutta l’Italia, a tutti i giovani come me, negli ultimi giorni sui giornali sono uscite cose poco simpatiche, ma noi ci siamo, siamo forti, l’Italia è forte. Oggi mi sono fatto un bel regalo, quest’oro doveva arrivare».

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