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Gli ululati degli sciacalli e l’operoso silenzio degli uomini

Gli ululati degli sciacalli e l’operoso silenzio degli uomini
di Roberto Lombardi

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Sventato e credulone. Sventato perché non ha saputo resistere al vento della follia che lo ha trascinato come una banderuola, e credulone perché si è lasciato avvincere dalle sirenidi lotterie statali che lo hanno tentato dalla sua miseria – miseria veramente – lasciandogli intravedere baluginii di ricchezza – quella degli altri. Lo sventato e credulone ha sparato, ha ferito, ha già ucciso: l’esistenza di vite semplici e la propria. Lo sventato e credulone ha sparato e numerosi cani abbaianti da ululanti gazzettini si sono sguinzagliati contro i vecchi nemici, per dipingerli come i più facili mandanti della violenza gratuita – perché ce n’è anche una a pagamento; più diffusa e perniciosa. Fra gli sciacalli ci sono molti di quegli stessi canivendoli che l’ordine dei giornalisti ha sospeso, espulso, richiamato. Guardateli: sbavano, arricciano le nari, tirano indietro le orecchie, mostrano denti affilati dall’accusa eticheggiante, roteano la lingua schiumante dileggio distruttore.
imageQualcuno di loro il ringhio ce l’ha consustanziato alla faccia: non gli si stacca dal teschio quella maschera neppure durante il sonno (un sonno incapace di sogni). Oh, chiedo scusa; sono scorretto nel tirare in ballo attributi fisici: svantaggi verticali, adipe sospetta, tricolabilità, canini inincurvabili a una qualunque forma di sorriso. Ma siamo certi che quel ghigno non è invece il ritratto più formidabile, più esatto della loro anima? No, certo, impossibile: quando mai hanno avuto un’anima!
Ma una luce emerge da questo liquame che tutto inquina, un fiore spunta dal deserto del livore. Gli uomini delle forze dell’ordine, quando hanno capito che lo sventato e credulone che aveva sparato non aveva più l’arma in pugno, non hanno risposto al fuoco, non si sono difesi oltre ciò che, ormai, a quel punto, era necessario, non hanno ucciso. Mi rassicura il loro comportamento lucido, professionale; dichiara che non tutto è perduto, che c’è ancora umanità nel mondo che si precipita a perdersi.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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