Dom. Lug 21st, 2019

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Gli Usa severissimi con la politica italiana corrotta e smargiassa

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Il sindaco di New York va a lavoro in metropolitana e non esistono auto blu o vitalizi di sorta

Foto: politikos.it

di Vincenzo Pascale (da NY City)
Foto: politikos.it

L’ennesimo scandalo della politica italiana che ha portato alle dimissioni del governatore del Lazio, Renata Polverini, non è passato inosservato nemmeno negli Stati Uniti d’America e tra la comunità italiana di New York. Il New York Times ha  ampiamente riportato la notizia dei fondi deviati e occultati alla Regione Lazio, il quotidiano italiano di New York America Oggi ha seguito con molta attenzione la cronaca giudiziaria e politica della vicenda Polverini. Malgrado questa puntuale e dettagliata informazione tanti italiani d’America stentano a rendersi conto della situazione politica e giudiziaria italiana. Anzi sono in tanti a provare indignazione. Il politico negli USA è visto come un public server. Una persona, professionista o meno, che sente il bisogno di dare un contributo sociale alla sua comunità o Stato ed alla luce di questa ambizione decide di correre per una carica pubblica. Lo aiuta di certo, il suo curriculum studi, il suo coinvolgimento comunitario, ancora di più una solida posizione economica che gli permette di pagarsi la campagna elettorale. Terminato il mandato decide da sé se ricandidarsi oppure ritornare alla vita civile o professionale. Niente vitalizi, niente privilegi di auto blu (il sindaco di New York, Mike Bloomberg, va al lavoro in metropolitana), niente rimborsi per viaggi transoceanici o cene a base di ostriche. Uno  stipendio medio, ma soprattutto niente vitalizi. Per maturarlo bisogna ricoprire una carica pubblica per almeno venti anni. Tutto qua. Certo la politica americana ha anch’essa i suoi alti costi. ma niente a che fare con gli sperperi della politica italiana. Ed i tanti italiani che vivono negli States da anni hanno interiorizzato questa filosofia del civil servants e stentano a capire i privilegi dei politici italiani, le loro doppie carriere, ma soprattutto la diffusa pratica della cooptazione politica.

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