Gli Usa si identificano con la missione di Giovanni Falcone

di Vincenzo Pascale (da NY City)

Presso la State University di Stony Brok (una delle top 60 Università degli Stati Uniti) si è svolta una interessantissima conferenza dedicata alla memoria di Giovanni Falcone nel 20mo anniversario della sua uccisione. La conferenza ha avuto per titolo Giovanni Falcone Italian Hero to Die for Justice. Organizzata dall’Italian Center diretto dal professore Mario Mignone, la conferenza ha visto la partecipazione di importanti personalità italiane ed americane che si sono confrontate ed hanno relazionato sulla figura di Giovanni Falcone, sui suoi metodi di indagine contro la mafia usati oggi dall’Fbi anche per la lotta al terrorismo e per ricordarne la straordinaria umanità ed energia che il magistrato sapeva trasmettere ai suoi collaboratori. Dopo i saluti del professor Mignone, del console generale d’Italia a New York, ministro Quintavalle, e del Rettore della Stony Brook University Samuel Stanley, è stata mostrato in anteprima mondiale un breve video di 15 minuti su Giovanni Falcone, realizzato con materiale in parte inedito da Ludovica Rossi Purini. Successivamente è intervenuto il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, stretto collaboratore di Falcone e ne ha ricordato la straordinaria professionalità e meticolosità investigativa mostrata sin dai primi anni di lavoro in magistratura. Durante il suo intervento, il procuratore Grasso ha anche ricordato che il giorno dell’assassinio di Falcone lui doveva tornare a Palermo con il giudice Falcone e solo per una coincidenza – Falcone posticipò la partenza dal venerdì al sabato mentre Grasso ritornò la sera del venerdì salvandosi la vita.
Grasso ha anche portato diretta testimonianza di alcune conversazioni avute con Falcone che considerava Cosa Nostra “elemento della struttura del potere”. L’intervento del procuratore Grasso si è concluso mostrando un accendino che Falcone gli aveva regalato dopo aver deciso di smettere di fumare. “È un oggetto che porto sempre con me e nei momenti di difficoltà mi fa sentire Giovanni [Falcone] vicino e mi aiuta a superare le difficoltà che il mio lavoro incontra”. Stefano Dambruoso e Stefano Mogini, rispettivamente capo di gabinetto del ministro dell’Ambiente, Clini, e attaché giudiziario presso la missione italiana all’Onu, hanno ricordato come la legislatura sulla criminalità ambientale e su quella transnazionale ratificate dall’assemblea generale dell’Onu siano scaturite da intuizioni investigative di Falcone, poi trasformate in legge. Dopo la pausa pranzo si sono succeduti altri interessanti interventi tra i quali quello di Carmine Russo, ex agente dell’Fbi e collaboratore di Falcone nello smantellare i collegamenti mafiosi tra Sicilia e New York, soprattutto quelli legati alla famosa operazione Pizza Connection. Toccante la rievocazione dell’agente Russo che ha anche ricordato un felice periodo di vacanze trascorse con Falcone e le loro famiglie a Ustica. Infine il giudice in pensione Thomas Repetto della Corte di giustizia di New York ha relazionato sullo stato attuale della mafia e di altre associazioni criminali operanti negli Usa. Se la mafia è stata quasi eliminate o ridotta ai minimi termini il pericolo arriva da altri gruppi criminali che stanno mettendo radici negli Stati Uniti. Stefano Vaccara, giornalista di Radio radicale e del quotidiano America Oggi, ha tracciato un interessante profilo tra l’assassinio di Falcone e l’assassinio del presidente Kennedy entrambi – secondo il relatore – operati dalla mafia. Sebastian Rotella, giornalista ed esperto di terrorismo e narcotraffico, ha tracciato un quadro della situazione socio politica al confine tra Messico ed Usa alla luce dei miliardi di dollari provenienti dal narcotraffico che si stanno riversando sul mercato Americano. Uno Stato-perno di questa operazione sarebbe il Guatemala. Infine il professor Saija dell’Università di Palermo ha relazionato sulla metamorfosi della mafia alla luce del narcotraffico: il relatore ha illustrato come questa metamorfosi abbia inciso sulla relazione tra mafia e politica sino a poter arrivare a nominare o indicare candidate alle elezioni alla luce dell’enorme capacità finanziaria della mafia. Tutte le relazioni sono state seguite con estrema attenzione da un numeroso pubblico di docenti, studenti della Stony Brook University, e un folto pubblico interessato a saperne di più sullo straordinario senso della missione legislativa, investigativa ed umana di Giovanni Falcone.

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