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Griffe e banconote false? Tranquillo, te lo dice lo smartphone

Griffe e banconote false? Tranquillo, te lo dice lo smartphone
di Barbara Ruggiero

Quanti minuti della vostra vita avete perso a cercare di capire se quella banconota da dieci euro che vi hanno rifilato al supermercato è falsa? E quanto tempo avete impiegato per cercare l’ologramma di quel maglioncino firmato che costa davvero poco per essere una griffe?
Il futuro potrebbe risparmiarvi tempo e farvi dire addio ai metodi artigianali per riconoscere oggetti veri da quelli falsi, soldi inclusi.
Come? Direttamente dal vostro smartphone, con un’applicazione particolare, in grado di riconoscere i falsi e con la tecnologia a infrarossi.
L’UniversitĂ  del South Dakota ha studiato un’innovazione al sistema Qr Code che consentirĂ  di stanare oggetti e banconote false. I codici funzionerebbero come filigrana elettronica e potrebbero rappresentare un sistema di identificazione per distinguere i soldi falsi dalle banconote vere, documenti, vestiti e oggetti contraffatti. BasterĂ  puntare il proprio smartphone con visione infrarossa e riconoscere l’oggetto che si ha di fronte.
Con il cosiddetto Qr Code, il codice Quick Response, un codice a barre bidimensionale presente in un quadratino interamente “colorato” di bianco e nero, destinato a contenere fino a settemila caratteri numerici. Il codice viene attualmente impiegato per memorizzare informazioni destinate ad essere lette da dispositivi mobili, come telefoni cellulari e smartphone.
Il Qr Code, quadratino monocromatico che, se scansionato, porta a siti e contenuti specifici, non è mai diventato un fenomeno di massa. Ma, grazie all’UniversitĂ  del South Dakota, questa tecnologia potrebbe aver trovato la propria ragion d’essere.
I nuovi Qr Code saranno, a differenza dei codici attuali, ancora piĂą difficili da duplicare per via della complessitĂ  dell’elaborazione: sono realizzati con nanoparticelle e inchiostri fluorescenti blu e verdi, e stampati su superfici da stampare con stampanti particolari in un procedimento che dura quasi un’ora e mezza ma che, a livello industriale, dovrebbe impiegare massimo un quarto d’ora. A quanto pare, il codice ideato dall’UniversitĂ  del South Dakota sarebbe particolarmente resistente anche all’usura, confermandosi, dunque, un codice molto adatto a smascherare i falsi.
Il Qr Code classico era venuto alla ribalta della cronaca appena una settimana fa, quando si diffuse la notizia della nascita delle lapidi 2.0. Al posto del vecchio RIP, un codice QR inciso su marmo o metallo da inquadrare con lo smartphone e consultare la biografia virtuale del defunto: l’idea è stata di Gill Tuttiett per il marito Timothy, appassionato di tecnologia con una lapide 2.0 (nome, cognome e Qr Code).

 

 

 

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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