Lun. Ago 19th, 2019

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Guerra editori-distributori, Francia ancora senza giornali

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Ieri sciopero, l’ennesimo degli ultimi tempi: l’informazione su carta agonizza anche Oltralpe
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Foto: dagospia.com

Un giorno senza stampa, senza giornali quotidiani, senza edicole. È accaduto nella giornata di ieri in Francia, dove gli editori, nell’ambito di una serie di contrasti con la distribuzione, hanno deciso di non stampare proprio i giornali che sarebbero arrivati in edicola ieri mattina. Le redazioni dei tradizionali quotidiani cartacei per un giorno hanno lavorato solo per l’informazione on line. Un giorno con le edicole chiuse o, se aperte, senza quotidiani. E per chi vuole informarsi? Solo tv, radio e internet.
La situazione Oltralpe è abbastanza delicata: una fitta rete di scioperi e di agitazioni nel settore dell’editoria e della distribuzione sta creando non pochi problemi ai giornali francesi che spesso sono assenti dalle edicole. Pare risultino addirittura introvabili i quotidiani stranieri, fatta eccezione per poche copie ridotte all’osso: l’Ansa parla di soli due quotidiani italiani disponibili nelle edicole e spesso in grave ritardo.
Sono state più di trenta le proclamazioni di blocco totale o parziale, in diversi casi anche prolungate, dallo scorso mese di ottobre.
L’assenza totale dei giornali dalle edicole nella giornata di ieri è dovuta a uno sciopero del sindacato dell’editoria Cgt nel quadro di un conflitto più vasto con la Presstalis, la più grande società incaricata della distribuzione.
E si tratta di perdite di non poco conto per la stampa quotidiana francese che, dalle stime fatte da Le Figarò, perde circa 300 mila euro al giorno quando non è in edicola.
Presstalis, salvata in extremis dal fallimento nel 2012, è alle prese con un piano di ristrutturazione interno che prevede il taglio di 1.250 posti di lavoro su 2.500, esattamente la metà del personale attualmente in servizio.
Insomma, il problema delle edicole non affligge solo l’Italia, che, come si ricorderà, ha indetto uno sciopero dal 24 al 26 febbraio, nei giorni di fuoco per la concomitanza con le elezioni politiche.

(b. r.)

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L’inarrestabile declino dei giornali e il grande momento di Internet

Lentamente, ma inesorabilmente i giornali tradizionali continuano a perdere lettori. E quando diciamo lettori ci riferiamo soprattutto alle copie vendute. I venti di crisi investono tutti i Paesi del mondo. La carta stampata è in grave difficoltà; il problema è antico ed ha sempre investito in special modo le piccole aziende editoriali – soprattutto quelle che fanno a meno di un editore puro – costrette a barcamenarsi in mille modi pur di far sopravvivere battagliere testate. Ma quando l’erosione nelle vendite, e conseguentemente nella raccolta pubblicitaria, investe anche grandi gruppi, allora c’è da preoccuparsi seriamente per il futuro della categoria. È la carta stampata che si avvia verso un declino irreversibile, sia perché le vendite non sono più quelle di una volta, sia perché nuovi mezzi di comunicazione, concentrabili ed individuabili soprattutto nella parola “internet”, sono in grado di dare informazioni più veloci, più attuali, meno informali consentendo – tra l’altro – anche interattività.
Sintomatica la situazione francese con editori di importanti quotidiani che ieri, in presenza di contrasti con società addette alla distribuzione, non si perdono d’animo e decidono di editare i giornali solo nella versione on line. Niente giornali cartacei, ma notizie comunque a portata di mano. L’era dell’informazione digitale avanza implacabilmente.
(n.r.)

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