Mer. Giu 19th, 2019

I Confronti

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Ha vinto Berlusconi, le primarie non si fanno più

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Traballano gli ex An ma anche molti ex Fi non più vicinissimi al Cavaliere

Giornata di “trattative” in casa Pdl. E tra le ipotesi in campo su cui si sta discutendo in queste ore per evitare il “big bang” rispunta anche “Centrodestra italiano”, ovvero un nuovo partito che nasca dalle ceneri del Pdl. Azzeramento degli attuali vertici, nuovo nome e simbolo, classe dirigente da svecchiare e rinnovare con facce fresche, niente professionisti della politica salvo rare eccezioni, una struttura più snella e un lancio secondo tutti i crismi attraverso una grande convention (prima di Natale) che però non abbia nulla a che fare con i vecchi riti dei congressi fondativi. E, ovviamente, niente primarie, che a questo punto tornano ad essere fortemente a rischio, nonostante le resistenze di alcuni pidiellini, tra cui Giorgia Meloni che rilancia con la proposta di confermarle ma rinviandole a gennaio. Avrebbe invece aperto uno spiraglio il segretario Angelino Alfano, che potrebbe essere disposto a “sacrificare” la competizione interna per la premiership sull’altare dell’unità. Silvio Berlusconi ci starebbe riflettendo seriamente, sempre meno intenzionato ad andare a una frattura traumatica, anche se il Cavaliere non avrebbe abbandonato l’idea di ridiscendere in campo e candidarsi: la partita decisiva, viene spiegato, si gioca sul fronte della riforma elettorale. I “mediatori” in campo si dicono ottimisti, ma il Cavaliere non ha ancora sciolto la riserva, vuole vederci chiaro sulla riforma elettorale, pronto in qualsiasi momento a ritirare fuori dal cilindro la riedizione di Forza Italia: tra i timori, viene riferito, il ritrovarsi nuovamente – nonostante il profondo “reset” del Pdl – con un partito che resti intrappolato negli stessi meccanismi che, a dire dell’ex premier, sono stati la rovina del Popolo delle Libertà. Il punto è il ragionamento dell’ex presidente del Consiglio, è che non basta cambiare nome e simbolo se poi gli uomini e gli schemi restano gli stessi con le stesse dinamiche. Tanto che tra le condizioni poste dall’ex premier ci sarebbe anche quella di rivoluzionare gli equilibri interni: basta “quote”, basta “zavorre”, si riparte da zero. Ipotesi che ha messo in allarme gli ex An (La Russa conferma che se torna Fi loro andranno per un’altra strada), ma che fa traballare anche molti ex Fi non più vicinissimi al Cavaliere che vedono sfumare anche le residue possibilità di accaparrarsi un seggio. Resta il nodo dello “spacchettamento”. L’idea continua a solleticare Berlusconi, ma le resistenze sia di una buona fetta degli ex aennini che del segretario e di molti dei “quarantenni” fanno scendere le quotazioni della “federazione” tra nuova Fi, Nuova An e vecchio Pdl. Il Cavaliere continua a non escludere nessuna alternativa in campo e mantiene il silenzio, eccezion fatta per pochi “eletti”. Rinuncia a rientrare nella Capitale, benedice il matrimonio dell’olgettina Marysthell Polanco, prepara il suo ritorno in tv ed è confermata la data del 5 dicembre per la presentazione a Roma del libro di Vespa, mentre oggi si concederà nuovamente al bagno di folla a Milanello, tra i suoi calciatori che sono tornati a farlo sognare. Anche Alfano tace, riunisce i big di via dell’Umiltà e medita il da farsi, consapevole che la priorità è evitare il più possibile la deflagrazione del partito, dilaniato da conte interne, da vere o presunte black list, dall’indeterminatezza totale sul futuro. Al momento, dunque, l’unica cosa certa è che non ci sarà alcun annuncio a breve, il che non vuol dire che l’ex premier non possa tornare a spingere sull’acceleratore dopo i ballottaggi del Pd: proprio domenica, il Cavaliere potrebbe voler rubare la scena ai democrat, partecipando all’incontro promosso dai Cristiano popolari di Baccini a Milano.

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