Lun. Lug 22nd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

I cattolici e l’impegno politico

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di Pietro Ravallese
di Pietro Ravallese
Pietro Ravallese
Pietro Ravallese

Nei giorni scorsi sui giornali salernitani si è sviluppato una discussione in merito alla polemica innescata dalla pretesa del Sindaco De Luca di voler incidere sul percorso e sullo stile della processione di San Matteo del prossimo 21 settembre.

In quella circostanza in molti abbiamo ribadito come la processione deve essere l’occasione per rinnovare e vivere la propria fede, punto e basta.

In realtà il dibattito ha fatto emergere un’altra domanda, sottesa da tempo: dove sono i cattolici impegnati in politica a Salerno? Dove traggono ispirazione per la loro azione? La loro è una scelta solitaria, individuale o è frutto di un discernimento comunitario? (cfr. par. 568 e 574 Compendio DSC)

Quale contributo essi si sentono di dare al rinnovamento politico, culturale, amministrativo in questa città?

Non si tratta di riproporre a livello territoriale una proposta politica di matrice confessionale o clericale, oramai superata del tutto nel paese e nella Chiesa (cfr. parg. 571 idem ), bensì si tratta di capire se si vuole essere o meno lievito e sale, se vogliono stare con la propria luce sul lucerniere o sotto il moggio, per comodità, per eccessiva prudenza, per convenienza, o perché non si valuta realmente che l’impegno politico è la forma più alta di carità.

A Salerno in tanti stanno cercando di contribuire a ridare dignità alla partecipazione ed a rafforzare la speranza che la reciprocità, l’ascolto e  la proposta diventino un modello di relazione reale tra politica, palazzo e cittadinanza attiva. Ebbene in questo fiume di fermento manca proprio l’acqua fresca e disinteressata di un contributo concreto, deciso e riconoscibile, delle donne e degli uomini impegnati nei  movimenti, nei gruppi, nelle associazioni, nel volontariato vissuto alla luce dell’impegno evangelico, insomma dei laici dalla fede adulta per i quali l’impegno politico è espressione qualificata ed esigente dell’impegno cristiano al servizio degli altri (cfr. par. 565 idem).

Tutte queste esperienze hanno tanto da proporre in termini di idee, prospettive, cultura, servizio ed impegno diretto perché Salerno sia capace di essere la città della partecipazione, della legalità e della solidarietà, la città dei servizi, delle politiche sociali e della cura delle persone, la città dell’integrazione e della multiculturalità, la città della creatività, della cultura, dei saperi e della formazione, la città del bene comune e della coesione sociale, la città dell’urbanistica partecipata, del comune amico efficiente e trasparente, la città della mobilità sostenibile e dell’ambiente, la città del commercio e delle imprese, la città del turismo, dell’arte e delle tradizioni.

È questo il tempo, se lo si vuole, di uscire dalla sacrestie, dalle aule di formazione politica, dai consigli pastorali e condividere sulle “strade polverose della città degli uomini“ il cammino di quanti desiderano “semplicemente” scommettere sul bene comune quale priorità per il futuro di questa comunità .

 

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