I cosentiniani duri e puri nell’ultima riserva di Facebook

I cosentiniani duri e puri nell’ultima riserva di Facebook
di Gianmaria Roberti

CHETTACosentino come il deputato giolittiano Peppuccio Romano, definito “il maggiore esponente della camorra di Terra di Lavoro”, ma prosciolto per insufficienza d’indizi e prescrizione dal Procuratore del Re di Santa Maria Capua Vetere. Cosentino difeso a spada tratta da Dell’Utri, che contro ogni aspettativa ne critica l’etichetta di impresentabile. Cosentino nell’orazione del senatore Luigi Compagna, comparsa sul Foglio, dove si attacca “il moralismo”, che “invade la politica al posto dei codici “. Uno, dieci, cento appelli per Nick o’ mericano, sotto forma di link ad articoli. Sono il manifesto del gruppo I Cosentiniani, comparso da un paio di giorni su Facebook: “In meno di 48 ore già vanta più di 200 sostenitori e aumentano ora in ora” esultano i fondatori. Che sono i fedelissimi, rimasti col capo nell’ultimo ridotto sul web. Perché adesso Cosentino ha detto stop, ha chiuso il rubinetto delle dichiarazioni. Tranne quelle da rilasciare nei tribunali. “Lascio la politica, mi dedico ai processi”, ha spiegato dopo la bufera delle liste Pdl. E non prima di aver chiarito quanto sia rimasto “schifato da Berlusconi”. L’ex sottosegretario di Casal di Principe si è tuffato nelle strategie processuali, con i suoi avvocati. Pendono due ordinanze di custodia cautelare, e il tempo, da qui a metà marzo, stringe. A parlare saranno adesso I Cosentiniani, i duri e puri del cosentinismo, gli antemarcia del “principio garantista conto ogni deriva giustizialista”. Ma ora imbufaliti per la svolta forcaiola del Pdl, una sorta di eresia, con Nick o’ mericano messo alla gogna. “La sua candidatura era un fatto politico dovuto! – protestano -Non candidarlo non mortifica solo Nicola Cosentino. Mortifica tutti”. Ce l’hanno col partito, arresosi al “circuito mediatico-giudiziario”, secondo un avvilito Berlusconi. Sullo sfondo, con più cautela, anche attacchi alle toghe, meglio se politicizzate. “Una cosa sia chiara: noi non siamo contro la Magistratura! – afferma un post dei gestori della pagina – Abbiamo piuttosto fiducia nel suo operato”. Ma “che vi sia tuttavia un problema di commistione tra Politica e Giustizia non siamo i soli a dirlo. Anche tra gli stessi Magistrati inizia a prendere piede un problema di opportunità”. Alcuni versi, coniati con slancio lirico, cantano l’epica del cosentinismo crepuscolare. “C’è chi è stato Cosentiniano della prim’ora/ C’è chi è stato Cosentiniano nei pochi momenti di sconfitta/ C’è chi è stato Cosentiniano nei tanti momenti di vittoria /C’è chi è stato e sarà sempre Cosentiniano in ogni momento bello o brutto che sia noi siamo con te/ FORZA NICOLA”. Tra i post degli utenti, diversi innocentisti, ma anche insulti. Fonti del centrodestra ipotizzano che dietro la pagina ci sia Nicola Turco, da sempre vicino all’ex coordinatore campano Pdl, editore del sito Notix.it. Era alla conferenza stampa di Cosentino la settimana scorsa, immortalato mentre ne applaudiva gli affondi. Lo sbarco dei Cosentiniani su Facebook avviene senz’altro con l’avallo del capo. E promette di difenderne ventre a terra l’onorabilità, perché “Non si può essere ‘malamente’ solo perché sei nato a Casal di Principe”.

redazioneIconfronti

Un pensiero su “I cosentiniani duri e puri nell’ultima riserva di Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *