I cristiani? Siano non il miele ma il sale della terra

I cristiani? Siano non il miele ma il sale della terra
di Luigi Rossi

Cuore e dioIl vangelo di questa domenica è rivolto ai “primi” e agli “ultimi”, invitati ad ascoltare il Padre, pronto se necessario a correggere i propri figli senza distinzioni di sorta. Infatti, tutti siamo invitati a riflettere sulla domanda più importante che ognuno di noi pone alla vita: è possibile dare un significato all’esistenza e salvarsi dall’esperienza del dolore e dall’incombente vittoria della morte?

Un modo errato di porsi il quesito, come l’anonimo che interroga Gesù, è chiedere per curiosità e per fini meramente statistici, senza vero coinvolgimento personale. Invece non interessa conoscere chi e quanti si salvano: per un quesito così esistenziale importante è sapere come ci si salva. Perciò Gesù invita a superare ogni cedimento a mera curiosità ed elevare il discorso al piano della saggezza.

Ebbene, nell’indicare come salvarsi Egli fa riferimento sia a ciò che non serve o non è sufficiente, sia alla positiva considerazione su ciò è necessario.

La salvezza non è garantita da legami etnici, come ritenevano i suoi compatrioti, orgogliosi di discendere da Abramo; ma a tutti perché il Signore va annunciato anche ai non-credenti. Nel corrispondente passo riportato dal vangelo di Matteo, Gesù allarga questo tipo di discorso anche ai suoi discepoli, compiaciuti perché avevano profetato nel suo nome e perfino compiuto miracoli.

La precisazione è estremamente significativa, soprattutto oggi in un contesto globalizzante e multiculturale: non basta appartenere anagraficamente alla chiesa perché la salvezza non è scontata per nessuno! Gesù ricorda che per arrivarci occorre varcare la porta ”stretta”, che obbliga a prestare attenzione a chi ci è accanto senza cedere alle mode del momento e disposti ad un costante autocontrollo.

La via stretta è la completa adesione a Cristo, non una mera verniciatura di cristianesimo, cioè la disponibilità ad abbracciare la croce di Gesù nella duplice manifestazione di amore per Dio e per il prossimo anche a costo di accettare le immancabili sofferenze.

La via larga, se ben riflettiamo, all’inizio sembra facile, comoda, allegra. Ma col passare del tempo ed il reiterarsi di sterili esperienze si trasforma in un vicolo cieco. Invece, la via “stretta”, che in principio rende duro il viaggio, grazie all’azione dello Spirito in seguito apporta consolante sicurezza, indicibile gioia, pace profonda. Perciò, attraversare la porta stretta non significa evocare un’immagine pessimistica circa il numero di coloro che si salvano; ma richiama la necessità dello sforzo continuo, di una costante vigilanza, di una incrollabile perseveranza che rende coerenti tutti i nostri passi. Infatti, la vita cristiana non va edulcorata con comportamenti imborghesiti che la rendono irrilevante mentre si cerca il compromesso giocando al ribasso. Per questo Gesù ha detto che i cristiani non devono essere il miele, ma il sale della terra!

 

 

redazioneIconfronti

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