I deluchiani al crepuscolo ora recuperino il senso della democrazia

I deluchiani al crepuscolo ora recuperino il senso della democrazia
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

Da qualche tempo non c’è pace per Vincenzo De Luca. Sembrano lontanissime (appena qualche settimana fa) le immagini che ritraevano la sua soddisfazione in compagnia di Sgarbi all’inaugurazione delle “Luci d’artista”. Per la verità, già allora qualcuno insinuava che tutto quel brillio di luci, presto si sarebbe tramutato in ombre poco rassicuranti. La procura sul caso “Crescent” e il tesseramento con annessa percentuale bulgara per Renzi nelle sezioni del PD salernitano, non sono state che la ciliegina su una torta acida già da qualche tempo preparatagli, oltre che dai  “figli delle Chiancarelle” e Italia Nostra, da Report, dalle “Iene” e dalle critiche al vetriolo di Caporale e Sales sui quotidiani nazionali. Inoltre, come ignorare i continui attacchi dei “cinque stelle”, pronti anche a promuovere una prossima mozione di sfiducia in Parlamento per la sua carica di viceministro. In tutto questo, Renzi è subito arrivato in suo soccorso, appannando così la sua immagine di rottamatore. Politici che si dichiarano fautori del nuovo ma che alla prova dei fatti, forse, sono più vecchi dei vecchi. Ma questa è l’Italia, si dirà. Un Paese che non solo non riesce a liberarsi dei suoi politici corrotti e che, davanti a responsabilità assolutamente non più tollerabili, continuano imperterriti a stare aggrappati alle loro poltrone. Politici incapaci di strategie concrete per far uscire gli italiani dalle pastoie di una crisi che non è più solo economica. Ma anche da quelli che presentatosi come salvatori della Patria, asettici e competenti, ci hanno caricati di tasse senza diminuire di un euro il debito pubblico, anzi, peggiorandolo ancora di più. C’è un’emergenza etica che imporrebbe maggiore sobrietà e senso delle istituzioni. Ma niente, proprio niente di veramente innovativo si vede all’orizzonte. Il ventennio berlusconiano che, per noi salernitani si è tradotto in “sedicesimi” come il ventennio deluchiano, stenta a passare definitivamente. Padri-padroni che hanno caratterizzato e reso molto simili sia la “destra” che la “sinistra”. Un’Italia matrigna, questa; in cui i giovani sono stati depredati non solo del loro futuro ma ai quali  ancora si tenta di togliere anche la possibilità di dire e fare qualcosa per cambiare il senso di una prospettiva che li ha visti fin ora soccombenti; un Italia, dove sembra essere tramontata per sempre ogni possibilità di una qualche speranza. Sono stato un anti berlusconiano e un anti deluchiano della prima ora. Ma mai per pre-giudizio. La mia cultura politica mi portava a guardare con diffidenza ogni figura carismatica. Non ho mai creduto al demiurgo, bensì sono sempre stato dell’avviso che il bene pubblico è una cosa così importante che per amministrarlo nel migliore dei modi c’è solo da favorire la partecipazione. In città ho spesso pagato duramente per questo, subendo dai  pretoriani del primo cittadino non poche sgarbatezze, eppure non provo oggi nessuna soddisfazione. Lascio volentieri, tutto ciò, ai suoi vecchi amici che presto diventeranno i suoi più accaniti nemici (c’è da giurarlo). Il mio solo auspico è che tutti recuperino il senso vero della “democrazia” che mai potrà essere barattato con “l’uomo solo al comando” che in questi ultimi decenni ci ha, un po’ tutti, abbagliati.

redazioneIconfronti

Un pensiero su “I deluchiani al crepuscolo ora recuperino il senso della democrazia

  1. Condivido con De Cristofaro l’emergenza etica, che ormai è diventata una malattia cronica della nostra politica, che ha generato agli occhi attenti di chi segue la politica, un’ inevitabile confusione tra destra e sinistra, come bene sottolinea l’articolista. Sottolineo , anch’io, la diffidenza per tutte quelle figure cosiddette “carismatiche” come De Luca a livello locale, Berlusconi o l’emergente Grillo a livello nazionale, che vorrebbero ridurre la vita politica ad un pollaio dove il gallo “dominante” con il codazzo di portaborse , vogliono gestire la cosa pubblica, anche con la complicità di un corpo elettorale svogliato, ignorante e credulone! Non condivido , però, né l’Aventino, né la resa, anzi trovo mortificante l’incapacità di organizzarsi a livello di “Comitati civici” anche indipendentemente dai partiti vecchi e nuovi. Sicuramente, l’apatia e il pressapochismo popolare non favorisce nessuna operazione “politica” alternativa ( dal basso verso l’alto) , ma è pur vero che neppure chi la pensa come noi si impegna con maggior energia, per assetare un “calcio” al solito sistema e “aggregarsi” per iniziare a fare politica genuina e veramente democratica. Se De Cristofaro crede… lascio la mia e.mail per contatti e scambi di idee propositive.

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