I dibattiti / Salerno, i trasporti e l’ateneo dimenticato

I dibattiti / Salerno, i trasporti e l’ateneo dimenticato
di Antonio Santoro*

RFI_MetroSalerno_Salerno_2013_09_20_MassimoPica_ComuneSalerno_TuttoTreno30I guai non vengono mai soli. Sia perché ci sono sempre delle cause, in genere sempre prevedibili con qualche tempo d’anticipo, sia perché, come la medicina e la legge di Murphy insegnano, un accidente tira l’altro.

Alla triste vicenda della chiusura della Metropolitana di Salerno fa seguito la notizia che nel piano tariffario regionale del trasporto pubblico redatto dall’Acam (Agenzia Campana per la Mobilità) l’Università di Salerno è stata estromessa dall’area suburbana di Salerno. Al di là dell’evidente, assurdo e concettuale paradosso, la morale per migliaia di studenti e cittadini è che il biglietto da e per il Campus potrebbe costare di più rispetto, per esempio, alla tratta Salerno-Battipaglia. In aggiunta va considerato che ci potrebbero essere tariffe diverse per raggiungere i due Poli del Campus: Baronissi, infatti, al contrario di Fisciano, è ancora considerata un’area limitrofa dal punto di vista dei servizi. A volte quattro o cinque chilometri fanno tutta la differenza del mondo.

Se da una parte è utile porre nuovamente l’accento sulla mancanza di considerazione verso la comunità universitaria salernitana, dall’altra è sicuramente opportuno porre una nuova serie di riflessioni sulla politica del nostro territorio. Si è spesso insistito su alcune questioni irrisolte, come l’assenza di consapevolezza circa l’importanza della nostra Università sullo sviluppo e sulla crescita del territorio, o il fatto che mentre in tutta Europa l’urbanistica si concentra sulla valorizzazione delle periferie e delle aree suburbane e contemporaneamente il diritto allo studio non è solo un concetto vuoto ma la base su cui si poggia l’integrazione degli studenti nelle comunità locali, la cittadinanza studentesca in breve, dalle nostre parti i trend sono praticamente inversi. Chi ha operato queste denunce con forza e consapevolezza, ricevendo spesso apprezzamenti ma poche concrete risposte, oggi non può accettare che il tutto si risolva in uno scontro tra Regione Campania e Comune di Salerno, tra l’altro strumentale e poco appassionante.

Di certo l’amministrazione di Palazzo Santa Lucia sui temi universitari non ha mai dimostrato particolare brillantezza: si pensi ai quasi quattordici milioni di euro che in due anni potrebbero essere stati scippati al diritto allo studio e al fatto che la Campania presenta una percentuale abnorme di studenti idonei non beneficiari di borsa di studio. Inoltre, la Regione si è spesso lasciata influenzare da un approccio che tende a non considerare le evidenti differenze territoriali tra Napoli e il resto della Campania, basti pensare alla questione della centralizzazione delle aziende del diritto allo studio o alla nostra Facoltà di Medicina.

Ma è pur vero che se l’area metropolitana di Salerno viene di continuo considerata come un sottoinsieme di pezzi slegati, c’è un evidente incapacità di rappresentazione politica di interessi complessi e di pianificazione territoriale che veda al centro il capoluogo. L’Università si trova spesso a dover affrontare i problemi in solitudine e gli studenti continuano a pagare le conseguenza della miopia delle Istituzioni locali, che si ricordano dei più deboli solo in prossimità delle elezioni o in occasione di querelle televisive o 2.0.

La sensazione è che vi siano visioni ed approcci sbagliati alla risoluzione dei problemi dei cittadini e che l’attenzione venga sapientemente spostata per alimentare tensioni e polemiche piuttosto che per individuare strategie.

Gli studenti continuano ad aspettare, a dire la loro e a desiderare un Campus centro e centro d’interesse tra Salerno ed Avellino.

Nessuna città è un’isola. Quando lo capiranno?

 

Consigliere Nazionale degli Studenti Universitari

 

redazioneIconfronti

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