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I dubbi dell’amore …

I dubbi dell’amore …
di Nicoletta Tancredi

bimbaalparco“Sono la figlia di Eddy!” Un bel giorno Paola, mentre gioca allegra e felice sul lettone, fa questa affermazione. Io sorrido. Ed anche lei. Mio marito invece resta, come dire, “preoccupato”. Accigliato e malinconico si allontana. Un cane bastonato. “Non penserai mica che sia una fedifraga?” gli chiedo divertita. E Paola, intuendo di aver detto una frase ad effetto, continua a ripetere a cantilena “sono la figlia di Eddy, io sono la figlia di Eddy!”
“Almeno avrai fiducia nel tuo vecchio amico di classe?” gli chiedo per capire fino a che punto l’abbia presa sul serio. Ma niente. Nessuna risposta. La cosa è grave. Gravissima! Insomma, essere gelosi della moglie è un conto, della figlia tutt’altra faccenda. E così, tanto perché ci trovo gusto, mentre infilo i pantaloncini a Paola, le chiedo “Di chi sei figlia tu?” E lei, con gli occhi gioiosi come se avesse inventato il ritornello di “Nel blu dipinto di blu”: “io sono la figlia di Eddy!” Esplodo in una grossa risata. Una mini donna che inizia ad armeggiare con la parola. Nell’altra camera un uomo e il suo silenzio.
Passa qualche giorno. A cena, Paola, con vocina candida e innocente, quasi sommessamente dice: “io sono la figlia di Eddy!” Rido. Guardo mio marito. Ride anche lui? Mah, non saprei! La sua più che altro è una smorfia. Non so se si sforzi di fingersi divertito oppure … devo aver cucinato davvero male. Ma no! Più semplicemente starà pensando ad altro. La figlia, due anni e mezzo, si diverte a dire questa cosa, ma lui ha altro di cui preoccuparsi.
Passa quasi un mese, e la piccola ripropone questo ritornello. A questo punto faccio caso, e sarebbe difficile non notarlo, che questa filastrocca la mia Paola la tira fuori poco prima o poco dopo una marachella. È diventata una sorta di formula magica. Dalla serie: io la pronuncio e il mio papà resta ipnotizzato. Diventa più remissivo e permissivo. Ovvero è pronto a chiudere un occhio, ed anche due. Certo che ho da imparare molto da mia figlia! Così piccola e tiene in pugno un omone!
Ed io? In tutta questa scena, non mi resta che limitarmi nel mio ruolo di attrice non protagonista. Anzi no, di spettatrice. Così mentre faccio i piatti, resto in silenzio quando sento che mio marito, prendendo Paola sulle ginocchia, le dice: “voglio chiederti una cosa nell’orecchio….” Una cosa nell’orecchio? Mi incuriosisco. Ed anche Paola deve essere curiosa, visto che va in braccio al papà con una espressione assolutamente vispa e allegra. Io giro lo sguardo, non vorrei sembrare impicciona. Eppure muoio dalla curiosità. Cosa vorrà sapere da Paola? Tendo l’orecchio, ma non odo niente di più di un “rabarbaro rabarbaro”. Allora chiudo il rubinetto dell’acqua, ma non ce n’è bisogno. Basta sentire la risposta della mia piccola Paola che irrompe con la sua vocina acuta, gioiosa e cantilenante: “io sono la figlia di Eddy!”

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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