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I due Antonio nel gioco sovrano della parola

I due Antonio nel gioco sovrano della parola
di Rosaria Fortuna

Antonio Moresco è uno degli autori più famosi e forse più importanti in Italia ma è anche uno dei più controversi. Le polemiche su di lui si susseguono. Non ultima una in cui viene chiamato in causa da un autore, che si è visto bloccare la distribuzione del libro già pronto ed in uscita per aprile. Nel libro si scrive di letteratura italiana e di web. La casa editrice è il gruppo Bompiani Giunti. Tutto si sarebbe fermato per volontà di Antonio Franchini che, di Bompiani Giunti, è l’anima e Antonio Moresco è il suo autore più prezioso. Sui social è già polemica. Al di là di che cosa sia accaduto, c’è da considerare che Antonio Moresco e Antonio Franchini, l’editor italiano più importante, l’unico che riesca a considerare i libri come autentici progetti editoriali, sono a dir poco  complementari.
I due Antonio hanno un percorso umano iniziale comune. Moresco milita in Servire il Popolo e di quegli anni trascorsi per strada, una decina, non si liberà mai più. Antonio Franchini passa dalla provincia napoletana, soffocata dall’abusivismo e della camorra, a Segrate, in quel palazzo distante e per questo uguale a tutto ciò che aveva lasciato. Di questi passaggi i due Antonio danno evidenza nei loro libri. Moresco con una costruzione letteraria labirintica e avvolgente, gradita a chi ama “perdersi” nel grande gioco della letteratura. Franchini, invece, ci raggiunge con una scrittura esatta, rigorosissima, cifra tipica di chi, oltre ad essere scrittore, è anche revisore severo di altrui produzioni.

Franchini

Franchini

In Italia fare politica negli anni 70 e occuparsi di letteratura, in un tessuto sociale malato, erano esperienze quasi sovrapponibili. Da qui il legame fortissimo tra i due Antonio. Qualcosa che va ben al di là delle dinamiche di potere finalizzate all’acquisizione di spazi letterari ed editoriali. Gli increati sono innanzitutto loro due. Se non si inizia a pensare ai libri, come a degli incontri che nascono da sodalizi tutt’altro che casuali, non si possono capire i due Antonio e neppure si capisce perché, poi, in Italia si proceda sempre e in ogni campo per contrapposizione, esclusione, divisione. Una cosa che può anche appartenere alla realtà ma che non appartiene alla letteratura. E così delle loro vite passate e sotterranee i due Antonio hanno fatto casa comune.
Una casa comune che è  quella della letteratura, proprio nell’era in cui i social hanno dato voce ad un numero impressionante di alterità che sovvertono le tradizionali regole espositive e narrative. I due Antonio hanno sancito un “patto” per riorganizzare la realtà con la bacchetta magica della scrittura. E personaggi così non possono accettare le regole  di chi cerca visibilità come unica aspettativa letteraria. Il mondo che hanno creato, anche per noi, ci permea al punto di averci reso “increati” e, quindi, degni solo del loro giudizio e della magia della parola scritta. E così la guerra dei due mondi è solo una guerra degli increati figli nei confronti degli increati padri. Ma Crono non ci ha insegnato ancora niente?  Non è forse venuto il momento di lasciare perdere i padri. Un padre resta sempre a guardia, per incominciare a renderci autonomi.
I due Antonio lo sanno e per questo poi reagiscono. Senza nemmeno mobilitare le masse. Del resto la rivoluzione l’hanno già fatta, senza decapitare nessuno.

In copertina, foto di Antonio Moresco

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