I fantasmi di Giorello, immagini di vite ancora da vivere

I fantasmi di Giorello, immagini di vite ancora da vivere
di Luigi Zampoli
G. Giorello, Il fantasma e il desiderio, Milano, Mondadori, 2015

9788852067204gStorie di sogni e di fantasmi che nascondono e proiettano i desideri dell’uomo. L’ultimo libro del filosofo Giulio Giorello, “Il fantasma e il desiderio”, è un’indagine sul significato delle visioni di spettri e fantasmi; la proiezione di una natura umana eternamente complessa e fragile.
L’autore trae ispirazione delle opere di Montague Rhodes James, scrittore britannico, celebre per i suoi racconti di fantasmi, di epoca vittoriana, e attraverso cinque brevi racconti che inserisce tra prologo ed epilogo, descrive quel labirinto di passioni e aspirazioni umane che, da sempre, nella religione, nella storia e nella letteratura, sfocia in una dimensione fantastica popolata da spiriti disincarnati.
Oltre il credere o non credere, vi è una sfera irrazionale che ha significativamente accompagnato gli ideali dell’uomo.
Nel prologo, Giorello inizia la sua trattazione con una citazione tratta dal personaggio del nobile Orsino, ne “La dodicesima notte“ di W. Shakespeare, “Amore, tutto immagini e fantasmi”; è l’invocazione di un uomo che dà questi nomi ai suoi desideri repressi e insoddisfatti.
L’inquietudine che ci accompagna in vita, in qualche modo, si rivela in immagini oniriche, assumendo forme opalescenti, i sogni notturni prendono vita in fantasmi che nella loro inconsistenza sono specchio fedele di una reale insoddisfazione di fondo.
E un meccanismo psicologico, quella vita che l’uomo sente mancargli, la ritrova nelle apparizioni di entità dalle forme eteree che possono esprimere, di volta in volta, paure e speranza, velleità impossibili e utopie irrealizzabili.
I cinque racconti presenti nel libro di Giorello hanno contesti e ambientazioni diverse, dalle nebbie olandesi seicentesche squarciate dal razionalismo aperto del filosofo Baruch Spinoza, ai lidi veneziani, alle isole britanniche, non c‘è latitudine che non conservi storie e tradizioni di misteriose apparizioni e leggende.
L’attività immaginifica dell’uomo e l’elaborazione di visioni irreali sono possibili percorsi della conoscenza di se stessi, dalla correlazione tra sogni e desideri scaturisce la proiezione d’immagini rarefatte che hanno un legame diretto con gli stati d’animo dell’uomo e non si risolvono in mere suggestioni.
I fantasmi hanno quel segno libertario che spesso la corporeità e le convezioni inibiscono nell’uomo; gli spiriti appartengono ai sogni degli uomini e ai loro desideri, di ogni tempo, non sono vite vissute, ma vite da vivere.

redazioneIconfronti

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