Mer. Set 18th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

I farmacisti licenziano, la Regione paga solo dopo più di 2 anni

3 min read
La Campania è una “schizofrenica” Regione fondata sui ritardi. Su enormi ritardi. I tempi di pagamento sono lunghissimi, ad esempio, per quanto riguarda i debiti della sanità. E le farmacie, gravate già da pesantissimi crediti verso la Regione, al solo annuncio dei provvedimenti del Governo Monti, hanno già tagliato il personale con circa 34 licenziamenti in tutta la Regione. Sui ritardi nei pagamenti alle aziende sanitarie, secondo “Assobiomedica” rispetto ad una media nazionale di 303 giorni per i pagamenti da parte delle
di Mario Amelia

La Campania è una “schizofrenica” Regione fondata sui ritardi. Su enormi ritardi. I tempi di pagamento sono lunghissimi, ad esempio, per quanto riguarda i debiti della sanità. E le farmacie, gravate già da pesantissimi crediti verso la Regione, al solo annuncio dei provvedimenti del Governo Monti, hanno già tagliato il personale con circa 34 licenziamenti in tutta la Regione. Sui ritardi nei pagamenti alle aziende sanitarie, secondo “Assobiomedica” rispetto ad una media nazionale di 303 giorni per i pagamenti da parte delle Asl, in Campania al maggio 2012 per ottenere quanto spetta ad un’azienda sanitaria ci vogliono circa 801 giorni. Sì, 801 giorni, pari a 2 anni e 2 mesi circa. I tempi, inoltre, si sono allungati rispetto al 2011 quando per onorare i debiti le Asl della Regione Campania impiegavano “solo” 744 giorni. Ed ecco che si capisce perché, ad esempio, la rete dei laboratori privati rappresentata da Federlab, in stato di agitazione da una settimana, non sospende la propria protesta pur essendo arrivati i primi soldi, relativi, tra l’altro, ai mesi di settembre ed ottobre dello scorso anno. Sciopero della fame a oltranza invece, da giovedì prossimo, per Federfarma Napoli, che protesta contro i nuovi provvedimenti del governo Monti e a causa dei circa 300 milioni di crediti vantati con la Regione Campania. Tra i farmacisti è già scattato il taglio del personale.
In sostanza arriva una boccata d’ossigeno per i laboratori privati accreditati dalla Regione Campania anche se non si ferma la protesta, come spiega lo stesso presidente di Federlab, Vincenzo D’Anna, che ribadisce, inoltre, alcune richieste alla politica: un assessore al ramo e una programmazione non solo burocratica e di tagli. Per quanto riguarda i ritardi nei pagamenti il presidente di Federlab annuncia: «Per quanto concerne la Napoli 1, punto di maggiore criticità finanziaria, è stato messo in pagamento l’85 per cento del mese settembre 2011 e tra qualche settimana lo stesso accadrà per ottobre. La protesta non si esaurisce con questi pagamenti, che pure sono un segnale positivo. Chiediamo che una parte dei fondi del ticket sia infatti a disposizione dei cittadini per acquistare le prestazioni che mancano». Preoccupato per il futuro D’Anna spiega: «Sul risparmio sulla spesa farmaceutica, nessuno sa fare la programmazione di ciò che serve: non c’è una chiara gerarchia e si fanno ordini faraonici di farmaci. Il riconoscimento debito pregresso è un altro problema da risolvere, abbiamo avuto un miliardo di euro pignorato poi è intervenuta la norma del piano di rientro. Se non si assumano decisioni consapevoli dello stato dell’arte e non si hanno amministratori in grado di assumerle senza avere paura delle firme, andiamo a finire male».
Sciopero della fame a oltranza, invece, per Federfarma Napoli. Il presidente dell’associazione che rappresenta i farmacisti Michele Di Iorio, annuncia che da giovedì prossimo comincerà il digiuno contro i nuovi provvedimenti del governo Monti. Ammontano a 300 milioni i crediti vantati con la Regione Campania. «Abbiamo fame di diritti negati – dice Di Iorio – Rischiamo la chiusura di tutte le farmacie di Napoli e provincia». I problemi sul tappeto sono vari, a livello nazionale e a livello locale. Si comincia con la «nuova tassa del governo Monti», l’1,83% sul fatturato delle farmacie che, secondo il sindacato, potrebbe essere un ulteriore aggravio per le attività già in crisi al punto dal determinarne la chiusura. E poi c’è il problema dei mancati rimborsi della Regione Campania. Una voragine creditoria di circa 180 milioni di euro solo per l’Asl Napoli 1, una media di 18 milioni al mese di rimborsi mai pervenuti per i mesi di dicembre 2010, ottobre, novembre e dicembre 2011 e soprattutto per tutti e 7 i mesi del 2012. La situazione fotografata da Di Iorio e Federfarma è questa: «La Napoli 1 è sotto questo aspetto l’azienda peggiore d’Italia e quindi d’Europa – dice Di Iorio -. Ci deve anche circa 3 milioni e mezzo di contributi previdenziali». Leggermente meglio la situazione nelle Asl Napoli 2 e 3, in totale quasi 170 milioni di crediti, in media di circa 7, 10 milioni al mese a testa, rispettivamente per i mesi novembre e dicembre del 2010 e tutto il 2012 alla 2 e dicembre 2011 e sempre tutto il 2012 per la 3. Gli effetti di questa situazione, spiegano da Federfarma, sono già tangibili. In due settimane, al solo annuncio dei nuovi provvedimenti del governo Monti, una farmacia su tre ha rivisto la propria pianta organica. Da subito ci sono stati ben 34 licenziamenti, mentre altri titolari hanno preferito la via meno traumatica di trasformare i contratti da full time a part time.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *