Tra i giganti e i nanetti di ogni tempo

Tra i giganti e i nanetti di ogni tempo
di Roberto Lombardi

Credo esistano delle graduatorie, delle classifiche; si basano su scale di valori; rigore e buon senso debbono guidarci a scegliere. Scale di valori: se Marilyn Monroe è 10, allora Belen Rodriguez è 7 e mezzo. E se fra 6 e 7 c’è una grande differenza, fra 7 e 8 la distanza è enorme, e fra 8 e 9 è abissale. Dopo il 9 non c’è nulla; c’è solo spazio per il mito: Marilyn.
Se Lionel Messi è 9, è solo perché sopra di tutti c’è il mito di Maradona, e poi Pelé, e Johan Cruijff. E se i miti sudamericani sbalordiscono il mondo, quello europeo ha insegnato al mondo il calcio moderno. C’è il mito di Fangio, i record di Shumacher e c’è un eroe senza macchia che non è mai stato Campione: Gilles Villenueve. Decidete voi che voto mettere a tutti costoro. Fate voi la vostra classifica — so già che non dimenticherete Ayrton Senna.
Se Totò e Peppino sono intercambiabili a Chaplin e Buster Keaton, allora tutti quelli che in Italia si credono Totò e Peppino sono intercambiabili fra loro.
Ci sono i grandi comunicatori; quelli che hanno qualcosa di fondamentale da svelare al mondo: Gandhi, Martin Luter King; e poi ci sono quelli che hanno creato una grammatica valida ancora oggi, per tutti: Andy Warhol. Oggi il marketing comunica ancora sulla base del suo codice. Andy Warhol, l’uomo che ha codificato la moderna comunicazione d’impresa, incapace di comunicare col prossimo suo. Ci sono i grandi comunicatori e ci sono i venditori di fumo. Un grande venditore di fumo, resta un venditore di fumo. Se i venditori di fumo sono grandi comunicatori, allora Vanna Marchi, capace di vendere la “pomata di testicoli di castoro” a telespettatori altrettanto coglioni, è una grande comunicatrice. E c’è la televisione che ha denunciato e distrutto Vanna Marchi che è la stessa, identica, che l’ha creata e le ha dato potere.
Lascio a noi tutti, infine, di stilare la nostra personale classifica degli uomini di Stato. La statura che daremo a loro è proporzionale alla nostra altezza. Stare seduti sulle spalle di Giganti, non è come portare un nano sulle spalle.

errelombardi

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