Giornali gratis in Italia anche su Google. Nonostante la Merkel

Giornali gratis in Italia anche su Google. Nonostante la Merkel
di Barbara Ruggiero

Avete mai pensato di pagare per poter leggere delle notizie su Google News?
La domanda può sembrare alquanto assurda, forse per qualcuno addirittura fuori luogo. Il motivo è semplice: siamo abituati alla logica della gratuità, che poi è alla base di tutti gli aggregatori di notizie che raccolgono informazioni e le rilanciano, proponendole ai lettori che selezionano le informazioni in base ai propri interessi.
Se la logica di pagare per poter leggere le notizie da Google News in Italia può sembrare ancora assurda, in Germania la “tassa” – a carico dell’aggregatore di notizie – potrebbe diventare realtà a breve.
Il governo tedesco, guidato da Angela Merkel, infatti, avrebbe già pronta una legge che ha l’obiettivo di imporre una tassa a favore degli editori per Google News e tutti i siti che aggregano le notizie. Se la legge sarà approvata, si preannuncia una vera e propria rivoluzione per il mondo digitale: sarebbe la prima volta che un’azienda che opera sul web è costretta a pagare il copyright per una semplice aggregazione di notizie. E’ importante chiarire che il governo tedesco avrebbe previsto una tassa solo per coloro che ripropongono in maniera sistematica le notizie pubblicate altrove; la tassa non sarebbe dovuta da coloro che aggregano link, come per esempio i motori di ricerca, e da coloro che fanno solo citazioni estemporanee.
Le polemiche ora impazzano in Germania. C’è perfino chi considera la legge come un vero e proprio attacco al web da parte del vecchio mondo dell’editoria; e chi, invece, ritiene l’iniziativa del governo tedesco come una vera e propria limitazione del diritto di espressione on line. Si tratta, insomma, dell’eterno conflitto tra diritti che da sempre anima il popolo del web: liberalizzazione o limitazione?
La proposta di legge è solo l’ultima parte di un dibattito che va avanti da anni e che vede da un lato editori sul piede di guerra perché defraudati di possibili profitti e dall’altra gli aggregatori di notizie e i lettori, oramai abituati a leggere comodamente dal pc o dal tablet le notizie di qualsiasi organo di informazione.
Gli editori hanno una tesi propria, che sono decisi a far valere: i lettori si limitano spesso a leggere le notizie solo dagli aggregatori (come accade proprio con Google News) anziché visitare direttamente il sito di informazione e generare pubblicità.
Google, dal canto suo, sostiene di dare maggiore valore e visibilità agli editori, proponendosi come amplificatore di notizie che sono più facilmente rintracciabili dal lettore. Google, in una nota diffusa a proposito della possibilità di versare la tassa per gli editori, ha scritto: “è un giorno nero per la rete. Questa interferenza con internet non ha precedenti nel mondo”.
E in Italia? C’è il rischio che si verifichi la stessa cosa? Al momento pare che nel breve periodo il pericolo sia del tutto scongiurato. La Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) e Google hanno di recente raggiunto un accordo, dopo che la stessa Fieg aveva fatto ricorso all’Antitrust proprio contro l’azienda web. L’Antitrust, nell’occasione, accettò la proposta di impegni di Google e la vicenda nel nostro Paese pare essere stata accantonata con una tregua, a patto che Governo e Parlamento si impegnassero a tutelare il diritto d’autore in ogni sua forma. L’Agcom aveva provato a dare una regolata al diritto d’autore, rinunciando per le polemiche che sono immediatamente piovute da più parti. Molti si batterono affinché una regolamentazione completa del diritto venisse fatta direttamente dal Parlamento e non dal Governo, né da autorità indipendenti.

 

Barruggi

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