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I giovani scelgono il Papa attraverso i social network

I giovani scelgono il Papa attraverso i social network

Giovani_cattolici_2Un Osservatorio di giovani cattolici provenienti da tutto il mondo che dialogherà con la Chiesa tramite i nuovi mezzi di comunicazione, tra cui Facebook, Skype e Twitter. Addirittura si pensa a una piattaforma tecnologica e virtuale su cui i giovani potranno condividere idee ed esperienze.
È il segno del cambiamento, della Chiesa che si adegua anche ai nuovi mezzi di comunicazione e che cerca di aumentare il dialogo con i giovani.
Dal 20 al 24 marzo presso la Pontificia Università Lateranense si terrà il “Primo Meeting internazionale dei Giovani Cattolici impegnati nel sociale”. Un evento – il primo ufficiale del pontificato di Papa Francesco – cui prenderanno parte cento giovani provenienti da ogni continente e scelti tramite i social media in qualità di “giovani miglior cattolici” che si ritroveranno nella Capitale per dialogare con la Chiesa e con i suoi rappresentanti.
Dal Meeting nascerà, poi, un organismo stabile – probabilmente un vero e proprio Osservatorio – con cui la Chiesa potrà dialogare e rapportarsi anche su temi di scottante attualità oltre che sulla famiglia, sul ruolo dei credenti e sulle povertà giovanili.
Le richieste di partecipazione sono state oltre cinquemila. I lavori del meeting si apriranno proprio sulle parole e sui messaggi chiari e semplici del nuovo Papa Francesco.
Ai membri del costituendo Osservatorio spetterà la responsabilità di avviare un dibattito e un confronto con i vertici ecclesiastici, suggerendo priorità, temi e problematiche da affrontare.
L’idea di questo nuovo “laboratorio d’idee” alimentato da giovani cattolici è stata realizzata in collaborazione con la Pontificia Università Lateranense e il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.
«Sfruttando i nuovi media e la rete dei social network, vogliamo creare un gruppo stabile di giovani con cui dialogare in futuro, ascoltando e promuovendo i consigli e le esperienze che giungono direttamente da loro» – ha commentato Monsignor Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense.

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