I lavoratori del terzo settore interrompono World forum for child

I lavoratori del terzo settore interrompono World forum for child

Una ventina di lavoratori del sociale hanno interrotto la cerimonia di apertura del “World forum for child welfare 2012”, in corso alla Stazione Marittima di Napoli. I lavoratori del terzo settore hanno distribuito un volantino dal titolo “No alle passerelle” nel quale contestano «un’altra passerella per gli artefici della tragedia che si sta consumando nei nostri territori, afflitti da disoccupazione, mancanza di prospettive di sviluppo e cancellazione di servizi essenziali». Sotto accusa il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il presidente facente funzioni della Provincia di Napoli Antonio Pentangelo e il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. I manifestanti hanno puntato il dito sullo scarso numero di asili in città, così come alle condizioni nelle quali versa gran parte degli edifici scolastici. Contestati lo stanziamento per il welfare dal Governo, «l’assenza di trasparenza della Regione Campania sui 17 milioni raccolti con l’aumento del 10% della tassa di possesso» e «il mancato impegno da parte dell’assessore comunale al welfare che non è stato in grado di liquidare mezzo bimestre. Non si chiedeva la luna – si legge nel volantino – e intanto ai minori a stento si riescono a garantire i pasti». Immediata la replica del governatore Caldoro: «Siamo noi i primi a protestare, per le condizioni di tanti minori nel mondo e per i servizi, che anche nel nostro Paese, sono ridotti. Ma bisogna lavorare sulle soluzioni». Così il presidente della giunta regionale Stefano Caldoro, nel corso del suo intervento al World Forum sull’infanzia che ha preso il via oggi a Napoli, ha risposto alle istanze degli operatori sociali che in precedenza avevano interrotto i lavori per rappresentare il loro disagio dinanzi ai tagli del settore. «Poi – ha proseguito Caldoro – dobbiamo dare voce a tutti questi problemi. Dobbiamo dare parola a tutti, anche a chi non la chiede ma la pretende. Sarebbe troppo facile, rispetto alle polemiche, dire non è argomento che mi compete perché tocca al Governo o ai comuni. Le risorse non ci sono – ha osservato il presidente della Campania – sono sempre minori e bisogna allora impegnarsi su misure compensative, sulle soluzioni. Che abbiamo messo in campo. Perché la protesta non resti protesta. Poi facciamo la nostra parte, abbiamo destinato parte dell’aumento della tassa auto (bollo) al sociale, alle fasce più deboli. E’ una priorità, la nostra priorità. Le risorse le abbiamo individuate, arriveranno e saranno utilizzate con la massima trasparenza». Caldoro ha ricordato come la Regione Campania sulle spese socio sanitarie abbia chiesto di poter derogare ai vincoli del patto di stabilità.

m.amelia

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