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I lavoratori dell’Alcoa non si arrendono, protesta a oltranza

I lavoratori dell’Alcoa non si arrendono, protesta a oltranza

Pioggia e vento di maestrale gelido e sferzante non fermano la protesta dei sue sindacalisti di Fim e Fiom che da ieri hanno rioccupato il silos di 70 metri, nello stabilimento Alcoa di Portovesme, sul quale si erano già asserragliati per una settimana tre operai. «Il maltempo non ci spaventa – dicono al telefono Rino Barca e Franco Bardi – abbiamo trascorso una notte difficile, ma ci siamo cullati con i nostri ricordi». «Io qui ci sono da 23 anni – spiega Franco – Rino da 34, ora siamo molto preoccupati ma altrettanto motivati a difendere il nostro posto di lavoro». «Da qui non scenderemo fino a quando l’azienda non si rimangerà il piano di spegnimento delle celle elettrolitiche presentato ieri in assemblea. Non è quello firmato a Roma», denunciano ancora una volta. Tema decisivo quello delle celle. In serata Alcoa ha fatto sapere di voler convocare i sindacati territoriali e aziendali per domani pomeriggio per nuove comunicazioni sul piano di spegnimento. E il Mise si aspetta che l’iter di fermata dello smelter «sia coerente con gli impegni assunti dall’azienda lunedì scorso». Si protesta lassù, ma ai piedi del pilone la solidarietà diventa un nuovo presidio. I sindaci del Sulcis decidono di piazzare una tenda: «Un modo concreto – spiegano – per far sentire quanto siamo vicini ai lavoratori in lotta. Se dovesse morire l’Alcoa, con essa morirebbe un intero territorio». «La nostra protesta – aggiunge il portavoce del movimento dei sindaci, il primo cittadino di Villamassargia Franco Porcu – andrà avanti assieme a quella degli operai e sindacalisti. Essere qui certifica un sostegno forte e convinto». Il dietrofront della multinazionale americana, che invece di rallentare vorrebbe accelerare la fermata dell’impianto, non irrita solo lavoratori e sindacati, ma anche le istituzioni. Il Governo già ieri ha richiamato l’Alcoa al rispetto degli impegni sottoscritti al tavolo ministeriale e a stretto giro l’azienda ha risposto affermando che tutto procede secondo programma. Sono in molti, però, a leggere questa dichiarazione ufficiale come una vera e propria provocazione. Oggi il governatore Ugo Cappellacci ha preso carta e penna e ha scritto all’ambasciatore Usa in Italia, David Thorne, manifestando preoccupazione per il comportamento di Alcoa, chiedendo un suo “qualificato intervento” e dicendosi pronto ad incontrarlo. In tutti gli interventi di queste ore, il presidente della Regione ha attaccato duramente l’azienda accusandola di avere «un atteggiamento di giorno in giorno sempre più equivoco» e dando ragione ai sindacati quando mettono in dubbio la reale volontà di Alcoa di vendere lo stabilimento di Portovesme. Quanto all’auspicata apertura di un negoziato formale per il passaggio di mano dell’impianto, Cappellacci continua a dare impulso ai contatti con i potenziali acquirenti, confortato dalle dichiarazione di oggi del ministro Passera che vanno in quella direzione. «Il Governo è proiettato a trovare un compratore – ha confermato a margine di un incontro nel Trevigiano – Non è un compito facile, l’ho detto in varie occasioni, ma l’impegno c’è tutto». Nel frattempo, il governatore ha messo in cantiere nuovi incontri: lunedì 17 vedrà a Cagliari nel pomeriggio i rappresentanti della Kit Gen di Torino, l’ultima ad essersi affacciata al Mise con una proposta innovativa basata sull’eolico. Sempre lunedì, ma al mattino, ancora un passaggio tecnico con Glencore. E all’orizzonte spuntano altri due possibili “papabili”: «Due multinazionali – precisa Cappellacci – una cinese, l’altra indiana. Hanno avuto accesso al ‘data room’ di Alcoa, ma è ancora presto per capire se sono realmente interessate».

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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