I messaggi ‘occulti’ di Dell’Utri e Scajola

I messaggi ‘occulti’ di Dell’Utri e Scajola
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Fossimo fra gli amici di Marcello Dell’Urto e di Claudio Scajola cominceremmo a preoccuparci. Le loro ultime dichiarazioni sono messaggi in codice, con destinatari precisi. Dell’Utri dal suo ‘rifugio’ dell’ospedale Al Hayat di Beirut, riesce a rilasciare un’intervista all’inviato di Repubblica: giornale ‘insospettabile’. Dopo la consueta affermazione “sono un prigioniero politico”, aggiunge: “voglio scontare la pena ai servizi sociali”. Insomma, tira in ballo il suo ‘padrino di riferimento’. E il ‘NonpiùCav’ raccoglie: “Marcello è perseguitato perché vicino a me”. Messaggio ricevuto: stai sereno, continua a non confermare quello che le stesse sentenze passate in giudicato hanno accertato: il legame con la mafia mediato e garantito da Dell’Utri. Sull’altra sponda del Mediterraneo, a Claudio Scajola vengono sequestrate centinaia di faldoni con documenti e schede su politici e personalità in vista, che il potente ‘Sciaboletta’ accumulava con maniacale puntigliosità. E anche lui manda un messaggio che -non dubitiamo- giungerà a destinazione: “farò come Andreotti… resisterò come ha fatto il ‘Divo’ Giulio”. Il pensiero va allo scandalo Sifar. Si scoprì che i Servizi avevano accumulato migliaia di fascicoli personali, su politici di primo piano e in attività. Poi si seppe che, prima della loro distruzione in base alla sentenza della magistratura, se ne fecero delle copie. Allora si disse che una finì nelle disponibilità proprio del ‘Divo’ Giulio. Stupisce che Andreotti abbia continuato a godere di una enorme considerazione nella ‘prima’ Repubblica, e che abbia giocato un ruolo centrale in tutti i momenti decisivi della vita politica italiana? Decisivi e drammatici. Come l’’Affare Moro’.

I Confronti / Le Cronache del Salernitano

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