I miei tre sogni di “svolta”

I miei tre sogni di “svolta”
di Giuseppe Foscari *
Giuseppe Foscari
Giuseppe Foscari

Ognuno di noi coltiva e alimenta sogni. Chi li costruisce da piccolo, chi accende un desiderio nell’età dell’adolescenza, chi mette a punto un progetto da giovane, quando è nel pieno del vigore mentale e fisico, chi non rinuncia a sognare durante la terza età. I sogni, infatti, non conoscono discriminazioni sociali, di genere o legate al tempo, almeno nella fase della loro elaborazione.

“I sogni son desideri di felicità”, cantava con leggiadria Cenerentola, e continuava, “nel sogno non hai pensieri, esprimi con sincerità”. Certo, lei lo rapportava alla sua condizione di domestica maltrattata dalle sorelle e dalla matrigna, e quel sogno di sposare il principe le appariva visionario eppure lecito, una rivalsa verso chi la opprimeva, un barlume di vita tra problemi a volte insormontabili. Ed erano sogni sinceri, quasi dettati dal cuore.

Anch’io ho dei sogni. Tre immediati, per l’esattezza, che riguardano Renzi e la politica, la natura e lo sport. Non mi faccio mancare alcunché, insomma.

Renzi e la politica. Vorrei uomini normali e coerenti, che facciano una promessa e la portino a compimento, costi quel che costi. Li vorrei seri, non cupi o eccessivamente severi, ma autorevoli e responsabili, che non si nascondano dietro sondaggi e mutino idea quando fa loro comodo. Spesso si ricorda che anche Machiavelli suggeriva al politico di dire alla gente ciò che essa voleva sentirsi dire, ma il grande segretario fiorentino non accennava certo al bluff, all’inganno, all’illusione. Per lui la barra doveva essere ferma sulla credibilità del principe e, per estensione, del politico. Ecco: sogno politici credibili. E li vorrei che non mi prendano in giro, che non dicano tutto e, dopo poco, il contrario di ciò che avevano detto. Se dici che ti dimetti in uno specifico contesto e in determinate condizioni, poi devi farlo, sennò non sei attendibile. Sogno politici attendibili.

La natura. Nella settimana del devastante terremoto in Italia centrale, che ha suscitato una profonda emozione nel paese e ancor più nei cuori di chi ha vissuto in prima persona situazioni analoghe, coltivo il sogno di una politica (ancora lei!) che sappia ascoltare la natura, la difenda, la protegga, sappia leggerla, sappia rispettarla, e interagire con essa senza stravolgerla. Sogno politici che si indignino quando qualcuno ride se la natura produce terremoti, perché lucrare sulle sciagure degli altri è un’infamia terribile. E sogno che ragionino su un grande progetto di sicurezza nazionale per tutelare i cittadini da dissesti idrogeologici e devastazioni varie. I terremoti non si possono prevedere, ma che almeno si costruiscano case a norma e sicure e si mettano in sicurezza quelle malandate o antiche.

Lo sport. Dopo la sbornia olimpica, fra pochi giorni inizieranno le paraolimpiadi. Sono rimasto sorpreso dalla decisione di escludere gli atleti russi, a meno di clamorosi ripensamenti. In questo caso si può agire con un intervento restrittivo perché ai russi interessano poco quegli atleti, mentre i normodotati erano intoccabili e la loro esclusione sarebbe diventata un affaire politico? O il marcio ha toccato tutti i settori e proprio non ci sono più certezze, neppure tra atleti paraplegici o con patologie varie? O, ancora, è la federazione olimpica mondiale che se la prende con i più deboli non potendo colpire gli altri? Non sapremo mai la verità. Allora sogno che lo sport si purifichi del tutto, e che prenda esempio da quegli atleti seri che sono le bandiere dell’onestà sportiva.

Si dice che i sogni non vadano raccontati sennò non si realizzeranno mai. Voglio correre il rischio, perché, tanto, peggio di così… Magari il racconto di un sogno può agitare le coscienze e far avere un rigurgito di onestà. Metti che succeda davvero…

* professore di Storia dell’Europa presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università di Salerno

In copertina: i terremoti, triste realtà di un’Italia a rischio e, a livello di prevenzione, politicamente dimenticata

 

redazioneIconfronti

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