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I miracolosi semi del Regno di Dio

I miracolosi semi del Regno di Dio
di Michele Santangelo

220px-Representation_of_the_Sower's_parableÈ strano il destino del messaggio cristiano. Anche, o forse soprattutto, quando esso è proclamato da Gesù stesso porta con sé i caratteri dell’universalità. Come dire che per natura sua non può essere destinato ad una cerchia ristretta di persone, ma al mondo intero. È chiaramente affermato nei vangeli, ma è soprattutto l’apostolo Paolo che si fa annunciatore di questa verità. Tuttavia, allo stesso modo è fuor di dubbio che a duemila e più anni da questo annuncio i cristiani sono ancora una minoranza e questo anche in Italia. Certo, essi stessi vorrebbero essere molti di più, con un’efficacia del messaggio più forte e più incisiva in modo da farlo accettare ad un numero molto maggiore di persone. Anzi non di rado succede il contrario. La società tende a contestarlo il messaggio, a sottovalutarlo e perfino a denigrarlo o a farlo segno di un’avversione tenace e sistematica. Anche al tempo di Gesù, quelli che lo seguivano, che accorrevano ad ascoltare i suoi insegnamenti erano quasi sempre una minoranza. Eppure Gesù faceva i miracoli, diceva cose stupende, affascinava con la sua predicazione; solo Lui, riconoscevano alcuni, “aveva parole di vita eterna”. Era la bontà e la giustizia in persona, ma il mondo non ne voleva sapere. Anche oggi come allora il Regno di Dio appare ancora lontano; il mondo non è cambiato, le vie da esso percorse non sono le vie del Signore; portano in tutt’altra direzione. E allora dov’è finita quella vicinanza del Suo Regno annunciata nei vangeli? La sacra scrittura proclamata nella liturgia di questa XI domenica del tempo ordinario sembra voler dare una risposta plausibile a questo interrogativo. Il profeta Ezechiele che predicava durante l’esilio del popolo di Dio, in un momento in cui sembrava che esso fosse distrutto, si appella all’azione rigeneratrice del Signore. Un ramoscello di cedro, piantato sul monte alto d’Israele diventerà un albero gigante e sotto di lui tutti gli uccelli troveranno riparo. Per Ezechiele, il popolo d’Israele era ridotto ad esile ramoscello, ma sotto l’assistenza e l’efficacia dell’opera di Dio diventerà cedro forte e maestoso, recuperando totalmente la dignità di popolo di Dio, destinatario del piano di salvezza per tutta l’umanità. La società nuova che ne nascerà sarà pura Grazia di Dio; sarà la Sua parola a compiere il miracolo. Ma a riguardo il vangelo di Marco è ancora più esplicito con le due parabole del granello di senape e del seme che cresce da solo. Il granello di senape, “Il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra”, apparentemente senza efficacia e forza, crescerà e diventerà uno degli ortaggi più grossi. Tale appariva il ministero di Gesù agli occhi dell’uomo; una volta seminato, dotato di un’energia vitale nascosta e potente, porterà un frutto grandioso, il Regno di Dio dal quale nessuno potrà sentirsi escluso. Allo stesso modo si comporta il seme che viene sotterrato; scompare quasi nel terreno, poi germoglierà e crescerà da solo spinto dall’energia contenuta nel suo DNA, diremmo oggi. Con il ministero di Gesù il seme della sua parola e della Grazia di Dio che salva viene sparsa nel terreno dell’umanità. Dotato dell’energia salvifica di Dio, germoglierà e crescerà fino a raggiungere i più lontani confini della terra. Dovunque giungerà porterà salvezza. Così sarà per il Regno di Dio: piccole o grandi che siano le opere in cui si esprime, là dove viene seminato là è presente l’unica forza che salva il mondo, presenza la cui efficacia non può essere misurata con i criteri umani del successo, quali il potere, la ricchezza, la notorietà, il prestigio sociale , il plauso della gente ecc. È un criterio valido per i singoli e per la Chiesa intera. Così come gli onori mondani attribuiti agli uomini di chiesa o alle istituzioni ecclesiastiche non sono la garanzia del successo della loro missione di trasmettere la salvezza. Per la Chiesa non si tratta di fare clienti o spettatori che applaudono, ma di fare dei cristiani che insieme e ovunque costituiscano come un grande albero dove tanti possano trovare riparo e conforto. Infatti il terreno di coltura nel quale il seme della Parola sicuramente attecchisce e il Regno di Dio si radica, cresce e si amplia è l’amore, la carità; come si esprime S. Paolo, la verità nell’amore; l’amore nella verità; la verità operante nell’amore, in cui si sublimano anche i valori religiosi e sociali dei comandamenti di Dio.

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