I motivi di una sfida culturale

I motivi di una sfida culturale

cornucopia di Cesare Ripa

Mai come quest’anno deve essere tempo di auguri, di espressioni semplici e fiduciose per dirci di dover andare avanti. D’altra parte, non abbiamo alternative al presente e al futuro e intestardirsi a cercarle equivarrebbe a perdersi. Anticamente l’auspicio era la cerimonia con la quale gli àuspici ricavavano i presagi: noi non vogliamo decodificare segni (non ne trarremmo indicazioni, al momento, favorevoli): intendiamo soltanto esprimere la fiducia che i nostri desideri si avverino.

La realizzazione dei desideri, anche in periodi foschi e in anni ruggenti come i nostri, è infatti nell’ordine delle ipotesi. E noi, nell’ultimo giorno di quest’anno aspro, vogliamo attivare proprio le ipotesi favorevoli, quelle che lasciano intravedere il tempo che verrà.

Per questo motivo, per coltivare simbolicamente il terreno della speranza, abbiamo deciso di incontrarci a Sant’Apollonia, tra le 12 e le 13,30 del 31 dicembre prossimo. Ci scambieremo i nostri auspici, raccontandoci storie augurali, memorie, sentimenti, e ciascuno lo farà con la tempra e il linguaggio che possiede: parole, silenzi, note, suoni, luci, colori. Cercheremo di capirle e viverle, le nostre storie. Poi le riascolteremo a distanza di giorni e capiremo se i nostri auguri erano o meno programmati per lasciare orme visibili nel tempo arido che viviamo.

Un rito collettivo per superare la nostra individualità e fare comunità: dalla realtà immobile, ne siamo certi, estrarremo insieme saggezza contemporanea.

Il rito dell’auspicio diventerà così rianimazione di una città stanca di vivere e comunicare a bassa definizione.

Perciò, vi aspettiamo.

Auguri, auguri, auguri (senza scherzi, però: a voce alta e guardando il sole)

Olga Chieffi
Pasquale De Cristofaro
Antonio Giordano
Andrea Manzi
Pasquale Natella
Erminia Pellecchia

Ps. Unico “limite” all’auspicio più libero e informale del mondo sarà il tempo: 5 minuti per esigenze tecniche di registrazione. Sarà invece potenzialmente illimitata la bevuta del buon vino che troverete (anzi no, il limite c’è anche qui: l’esaurimento delle scorte).

redazioneIconfronti

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