I nemici di Salerno

I nemici di Salerno
di Pasquale De Cristofaro

Raffaella Di Leo, Italia Nostra
Raffaella Di Leo, Italia Nostra
La politica nazionale è diventata una vera e propria arena; rissosa, confusa, nessuno risparmia colpi a nessuno. “L’un contro l’altro armato”, insomma, “un bordello” difficilmente gestibile. Da una parte, le urla scomposte di chi cerca di trarre vantaggio dalla confusione creata ad arte. Si cerca di alzare polveroni per accecare i sempre più disorientati italiani che, sotto il carico di pesanti balzelli, provano faticosamente a tirarsi fuori dal pantano in cui si è malamente precipitati in questi ultimi anni. Dall’altra parte, si cerca di gettare la colpa proprio sui “rumorosi” per far passare provvedimenti, nelle cosiddette decretazioni d’urgenza, in materie diverse che mal si conciliano. In realtà, bisognerebbe ritornare ad un dialogo serio e responsabile tra le forze politiche in campo, avere maggiore rispetto degli avversari e non ridurre tutte le discussioni ad un clima violento tipico da stadio. Basta essere tifosi, si torni ad essere anche duri ma dialettici con chi non la pensa come noi. Denunciare, certo, quelli che si pensano siano “inciuci”, “patti più o meno leciti”, ma mai travalicare le regole della democrazia; bisogna poter pensare che ci sono sempre margini per ricomporre e cercare di trovare punti comuni per il bene dei propri cittadini. Tra l’altro come non ricordare che il clima fuori dal “Palazzo” è quello che è, e basta poco perché la piazza si surriscaldi. La rete, poi, è già sopra eccitata. Accendere la miccia può essere rischioso per tutti. Comunque la si pensi, la democrazia è ancora il sistema migliore che vedo in circolazione nel mondo. Mai bisognerebbe dimenticare i tanti che sono costretti a subire torture indicibili in regimi dispotici solo per aver espresso il proprio desiderio di vivere in paesi più rispettosi dei diritti civili. Detto questo, e per passare dal grande al piccolo, mi chiedo come possa essere possibile, per esempio, che chi la pensa in modo diverso dal nostro primo cittadino debba sentirsi appellato, da ambienti vicini a lui, come “ nemico di Salerno”. Il nostro sindaco è stato un uomo determinante, nel bene come nel male, dei destini della nostra città, ma non è pensabile che tutti si allineassero al pensiero unico che è stato predominante durante tutti i suoi lunghissimi anni di permanenza sullo scranno più alto di Palazzo di Città. Avrà avuto meriti grandissimi ( questo sarà la storia a dirlo, non può essere certo la “cronaca” a decretarlo), avrà cambiato il volto di questa città, ma è intollerabile essere tacciati di un appellativo così ingeneroso ed infamante sol perché queste “magnifiche sorti progressive” non sono condivise. Per quanto mi risulta, tale appellativo è stato indirizzato anche alla presidentessa cittadina di Italia Nostra, Raffaella Di Leo, che io, invece, conosco come persona serissima, pacata e vera democratica. Donna dallo stile impeccabile che fa semplicemente il suo dovere: difendere quello che lei crede legittimamente utile difendere per il bene di noi tutti e cioè l’ambiente. Si possono avere opinioni differenti ma non si deve in alcun modo demonizzare l’avversario e indicarlo alla pubblica gogna. E’ inaccettabile. Non bisogna assolutamente generalizzare; sicuramente ci saranno state reazioni scomposte che vano stigmatizzate ma chi in questi anni ha avuto una posizione diversa e lealmente l’ha professata merita rispetto e considerazione. De Luca ha rappresentato localmente la politica personalistica del capo. Semplicemente: è possibile e legittimo pensare e sostenere che tale modello potesse non essere utile alle persone? O questo è ormai vietato? Alla prossima.

(I Confronti-Cronache  del salernitano)

redazioneIconfronti

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