Dom. Lug 21st, 2019

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I Nuovi Stili di Vita: una lettura quotidiana

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di Antonio Memoli
di Antonio Memoli (changes.nsv@gmail.com)

madre terra

(Note di lettura: si consiglia il sottofondo di questa canzone dei Tazenda con Francesco Renga)
In questi ultimi articoli ho evidenziato la correlazione tra le nostre azioni e i beni comuni. Ho cercato di esprimere le fonti teoriche di un approccio diverso al nostro vissuto. Ho parlato di Nuovi Stili di Vita. Forse a qualcuno è sembrato che parlassi di utopie. Per fare chiarezza sui NSV vorrei darne una presentazione didascalica ma che ben esprime come essi impattano concretamente nella nostra vita quotidiana. Semplici linee da approfondire in temi concreti nei prossimi articoli, presentare azioni reali e collegamenti con quanti stanno portando avanti un nuovo modo di pensare e di rapportarsi al creato, alla nostra Madre Terra. Non farò semplicemente ricorso alle analisi di esperti e studiosi per avvalorare una tesi, ma mostrerò come proprio la gente comune, tutti noi, con i propri comportamenti concretizza i NSV. Tale approccio mi sembra anche più realistico visti gli sviluppi che in Italia e in tante parti del mondo stanno avendo movimenti, idee, pensieri che rivoltano il pensiero unico dominante. Ovunque, nel nostro mondo occidentale ed europeo, si legge un risveglio partecipativo, una voglia di contare come persona, di dire la propria.

Riprendo il manifesto della Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita che ben sintetizza ed esprime i NSV.

I Nuovi Stili di Vita stanno diventando sempre più gli strumenti che la gente comune ha nelle proprie mani per poter cambiare la vita quotidiana e anche per poter influire sui cambiamenti strutturali che devono accadere mediante le scelte dei responsabili della realtà politica e socio-economica.
I nuovi stili di vita vogliono far emergere il potenziale che ha la gente comune di poter cambiare la vita feriale mediante azioni e scelte quotidiane che rendono possibili cambiamenti, partendo a un livello personale per passare necessariamente a quello comunitario fino a raggiungere i vertici del sistema socio-economico e politico verso mutazioni strutturali globali.

Gli obiettivi

  1. Nuovo rapporto con le cose: da una situazione di servilismo alla relazione di utilità, dal consumismo sfrenato al consumo critico, dalla dipendenza all’uso sobrio e etico.
  2. Nuovo rapporto con le persone: recuperare la ricchezza delle relazioni umane che sono fondamentali per la felicità ed il senso della vita, costruire rapporti interpersonali non violenti e di profondo rispetto della diversità, educare all’alterità non come minaccia ma come ricchezza, superare la solitudine della vita urbana con la bellezza dell’incontro e della convivialità.
  3. Nuovo rapporto con la natura: dalla violenza ambientale al rispetto del creato, dalla mercificazione della natura alla relazione con “nostra madre terra”, dall’uso indiscriminato alla responsabilità ambientale.
  4. Nuovo rapporto con la mondialità: passare dall’indifferenza sui problemi mondiali alla solidarietà e responsabilità, dalla chiusura e dal fondamentalismo all’apertura e al coinvolgimento, dall’assistenzialismo alla giustizia sociale, dalle tendenze nazionalistiche all’educazione alla mondialità.

I tre livelli e il processo di azione

I nuovi stili di vita non intendono coinvolgere solamente la sfera personale della vita, ma devono allargarsi alla dimensione comunitaria (come sottolinea il n° 155 del sinodo della diocesi di Verona Che cercate? 2002-2005: “Si richiede l’attenzione a stili di vita sobri e coerenti: questa attenzione non può essere limitata alle scelte dei singoli, ma deve coinvolgere l’intera comunità ecclesiale, le sue componenti (parrocchie, associazioni, istituti religiosi) e le sue strutture anche nella gestione degli spazi e delle risorse economiche) sia ecclesiale che sociale, e fino al cambiamento dei sistemi e delle strutture socio-economiche, politiche e culturali.

  • a livello personale e familiare mediante pratiche e comportamenti quotidiani e possibili;
  • a livello comunitario e sociale attraverso scelte e azioni collettive, coraggiose e profetiche, adottate dalle chiese e dai vari settori della società civile;
  • a livello istituzionale e sistemico mediante decisioni e delibere politiche (leggi, trattati, concordati, costituzioni …), che obbligano le varie istituzioni socio-economiche e culturali a scelte e cambiamenti strutturali.

Il processo di azione avviene mediante il movimento dal basso verso l’alto e non tanto il viceversa. Questa è la dinamica efficace dei nuovi stili di vita perché quando le nuove pratiche diventano azioni di vita quotidiana e tanto più scelte di massa anche i vertici e le strutture delle istituzioni politiche ed economiche vengono coinvolti al cambiamento. L’altro dinamismo è la circolarità dell’azione: non esiste tanto la gradualità dei livelli ma la circolarità, ossia l’uno arricchisce e stimola l’altro in modo circolare.

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